Apr 16 2010

Civitella Alfedena, corso GPS. Apr 2010.

Published by at 6:55 pm under Escursionismo

Sono in macchina con Luca. Siamo usciti dall’autostrada da circa 40 minuti e davanti a noi i Simbruini. Il GPS inizia a fare i capricci. Le prime avvisaglie le abbiamo ad Alvito (credo di ricordare) quando, in maniera del tutto unilaterale, il maledetto aggeggio decide di farci visitare il centro storico del paese. Poco dopo Alvito, distratto da qualche interessante conversazione, tiro dritto ad un incrocio, il GPS impazzisce e torniamo indietro. Poco dopo ancora ci ritroviamo in un’improbabile stradina microscopica. Che facciamo? Boh. Proviamo, sarà una scorciatoia. Fatti un paio di chilometri, davanti a noi termina l’asfalto. Uhm.. strano. Il GPS è impostato in maniera tale da evitare le strade sterrate, come mai ci indica questa strada? Tecnologia… mah. Se poi ci aggiungi due maschi, il risultato è quello di vedere una povera macchinetta arrancare su una carrareccia di ghiaia. Ma la resa è purtroppo inevitabile. Si torna indietro. Ridiamo come pazzi.

Siamo diretti a Civitella Alfedena dove Luca deve tenere un corso introduttivo all’uso del GPS in montagna… il GPS dell’auto ci ha fatto perdere due volte in mezz’ora, continuiamo a ridere. Il fine settimana non poteva avere un inizio migliore.

Finalmente Civitella. Qui incontriamo Pietro Santucci, l’Accompagnatore di Media Montagna che assieme a Luca Cavallari organizza il corso. Ci si organizza, si aspettano i corsisti e si da il via alla didattica. Prima di tutto la teoria e poi, il pomeriggio stesso, pratica sul campo. Il posto scelto non è casuale. Da un paio di giorni in zona si fa vedere l’orso, potremmo essere fortunati, tanto vale provarci.

Mentre Pietro scruta il bosco e i prati davanti alla nostra postazione, Luca spiega l’uso del coordinatometro.

Aspettiamo fino all’imbrunire e dal bosco esce solo un branco di cervi. Non potevo essere così fortunato e vedere un orso la prima volta che lo andavo a cercare! Ritornerò!

Dopo l’appostamento siamo tutti affamati e ci dirigiamo di corsa in questo agriturismo dove ci aspetta una deliziosa e abbondante cenetta. Per concludere la serata, rivediamo il tracciato del breve percorso fatto durante il pomeriggio e poi via di corsa a letto, domani la svegli suona alle 5h.

Giochi di luce all’alba nelle piazze di Civitella.

Da Civitella giungiamo in macchina fino all’imbocco del sentiero, che si trova poco dopo Barrea. Lungo la strada i cervi pascolano quasi indisturbati. La nostra carovana li fa allontanare lentamente, anche se ad ogni incontro, passiamo lunghi istanti ad osservarci.

Il nostro cammino viene interrotto di tanto in tanto da Pietro, il cui legame e la cui passione con quella terra trasudano da ogni sua parola, mentre ci spiega origini ed usi delle numerose piante che incontriamo lungo il sentiero. Questa della foto in particolare veniva usata dalle mogli per punire i mariti infedeli… e non dirò altro!

Pausa “cibo” tra un rovescio e l’altro. Eh sì, è iniziato a piovere ma non ci perdiamo l’animo e continuiamo.

Nel bosco, tutta la mia attenzione era dedicata all’avvistamento degli animali, o di eventuali loro tracce. In poco tempo mi rendo conto che non sarebbe stato un compito arduo, il terreno ne era disseminato. Questa qui in basso mi ha colpito particolarmente, cervo o orso, mi chiedo? Chi lo sa per certo faccia un fischio… gli esperti dicono cervo…boh!?

Atmosfere magiche e giochi d’acqua…

Proseguiamo. Siamo risaliti per la vallata superando “Le Porcine” e arrivando a “Selva Bella”. Da lì abbiamo iniziato a risalire sulla nostra destra fino ad arrivare al “Serrone” per un totale di circa 600 metri di dislivello in salita. Un’escursione decisamente rilassante e tranquilla se penso ai tour de force cui mi sottopongo durante l’estate al Gran Sasso dove, nella mia testa, un’escursione “deve” partire dai 1000 metri di dislivello in su per essere considerata tale. Ma comunque, c’è tempo ancora per dare sfogo alle mie fisse, per ora mi godo la camminata in mezzo al bosco, ai suoi mille suoni e rivoli d’acqua.

Roberto Papetti in azione. A meno di un metro, il dirupo e giù in basso il sentiero che abbiamo percorso.

Ci concediamo una buona mezz’ora di pausa pranzo. Il posto è magnifico ma la maggior parte di noi pensa a riposarsi. In poco tempo si crea una sorta di camerata, ognuno riposa nella sua “branda”, il volto scaldato dal tepore dei raggi del sole che a tratti ci fa visita. Purtroppo in poco tempo il blu del cielo scompare e cede il suo posto ad un grigio pallido e uniforme. Arriva il freddo. Nubi di vapore risalgono dalla valle come fiamme e inizia a nevicare. Il tempo sta peggiorando. All’orizzonte il grigio uniforme inizia a sfumare in toni più scuri, cupi. Il cielo brontola, è ora di muoversi.

Siamo usciti dal bosco, piove, fa freddo, c’è nebbia, momento perfetto per l’ultimo training di orientamento della giornata.

Si torna ogni tanto sui rudimenti dell’orientamento, bussola e cartina. La tecnologia aiuta, facilita, ma non bisogna mai sottovalutare il fatto che necessita di…batterie. Eh sì, e hanno anche il brutto vizio di scaricarsi!

Per ulteriori informazioni su corsi ed escursioni potete contattare direttamente

Luca Cavallari (Trekdifferent) e Pietro Santucci (La Betulla).


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