Oct 18 2008

Snowdonia, Galles: Day 3. Ottobre 2008.

Published by at 9:20 am under Photography,Viaggi

text by Chiara Addari

Il mattino dopo comincia con me che per via del fuso orario metto la sveglia un’ora prima del dovuto…pazienza, in fondo mica avevo bisogno di riposare!

Ci ritroviamo al tavolo della colazione e, dato il dispendio calorico del giorno prima, diamo vita ad un viavai dal tavolo al buffet che dura più di un’ora, attirandoci l’antipatia del gestore…Dove passiamo noi, non cresce più l’erba!

Il gatto dei propietari della Guest House.

Avendo portato a termine uno degli obiettivi che ci eravamo prefissi per questo weekend, ci dedichiamo agli altri. Visitare qualche castello, ma soprattutto le cascate di Swallow citate da Terry Brooks.

La giornata è fantastica, come se ne vedono due all’anno

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da queste parti…maledetto ufficio turistico.

Ci dirigiamo prima di tutto verso a Caernarfon per vedere uno dei castelli più famosi da queste parti. A dire il vero, non dico fosse deludente, ma probabilmente ci aspettavamo qualcosa di più. Difatti decidiamo di conservare i soldi per l’ingresso per vedere l’altro castello, quello di Conwy, dichiarato patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco…se permettete!

Le stradine di Caernarfon.

L’allegra conbriccola.

A Caernarfon più che altro ci fermiamo a fare i più tipici turisti, visitando i negozi di souvenir…ma anche questo ci voleva.

Tra passato e moderno.

Ci dirigiamo in seguito verso Conwy, non prima però di aver fatto tappa alle “Swallow Falls”. Durante il tragitto possiamo finalmente ammirare lo Snowdon, almeno dal basso, e quel che lo circonda. Tutt’intorno a noi è un fiorire di montanari…chi va per escursioni, chi per arrampicate…mi sa che davvero una giornata così è un’evento unico qui.

Swallow falls.

Dal momento che stiamo andando a visitare un luogo “fatato”, diamo una scorsa alla guida del Galles per leggere qualcosa di più sulle tante leggende di questo posto. Così veniamo a sapere che il Wales è davvero terra di draghi o giganti o antichi Romani o fate ciccione…vabbè, diciamo che nessuno ha le idee molto chiare sulla mitologia gallese. Arrivati alle cascate, ci soffermiamo sulla maestosità e all’incanto che il luogo suscita. Foto di rito…ancora un po’ di pace e poi…si mangia! Davanti alle cascate c’è un alberghetto con pub annesso, così degustiamo qualche piatto locale accompagnato da un assaggio di birra (l’acqua ormai non sappiamo più cosa sia). Tempo di digerire e siamo di nuovo in marcia; ci aspettano ancora tante cose da fare!

A quanto pare è un posto rinomato fra i suicidi questo…

Swallow falls.

Di nuovo in macchina per Conwy, l’ultima tappa prima di Liverpool. Qui la visita al castello vale davvero la pena. La vista sul mare è splendida ed anche girovagare all’interno del monumento è uno spettacolo. Tempo da perdere ce n’è, dobbiamo andarcene in giro per tutta la notte. Abbiamo il volo alle 6 del mattino e non conviene prendere una stanza per poi dover stare all’aeroporto alle 4. Così diamo un’occhiata al paesino, davvero carino, neanche troppo turistico. A pomeriggio inoltrato facciamo “merendina” al bar del parcheggio con le schifezze avanzate del viaggio e poi decidiamo di spostarci a Liverpool per dare un’occhiata alla città e trascorrere così la notte.

All’interno del castello di Conwy.

Il castello di Conwy.

Baia di Conwy.

Paolo osserva…

Jackdaw, una specie di corvo/cornacchia.

Beh, c’è scritto…

Arrivati a Liverpool è ormai buio. L’entrata in città è ai limiti del drammatico. Per arrivare in centro, bisogna attraversare un lungo tunnel a pagamento e poi imboccare la giusta direzione…come spiegarvi che la giusta direzione è giunta alla terza volta che attraversavamo il tunnel? Il tizio addetto al cambio monete, all’ingresso, non sapeva se ridere o se chiamare le autorità…noi avevamo le lacrime agli occhi, un po’ per la disperazione, un po’ per le risate!

Posteggiamo finalmente la macchina in un parcheggio in pieno centro e seguiamo le luci della città. Dopo una cena messicana, durante la quale Joe ha rischiato l’autocombustione per non aver dato retta al commesso che gli aveva sconsigliato di prendere la salsa super piccante…andiamo in cerca di un pub.

Girovaghiamoo un po’, ma niente sembra fare al caso nostro. Stiamo quasi per farci prendere dalla disperazione quando, come avesse sentito la voce di Dio (il cantante metal, ovviamente), Joe ci indica un buco di locale seminascosto dagli altri…The Cavern. Quando entriamo, ci rendiamo conto dall’arredamento e dalle targhe affisse sulle pareti che siamo incappati in un locale che è nato dalle ceneri di un precedente locale suo omonimo, gestito dalle stesse persone di un tempo, in cui hanno suonato personalità davvero illustri del mondo della musica, tra cui gli immancabili Beatles. C’è un duo che suona dal vivo…non ascoltavo musica dal vivo di tale qualità non ricordo neanch’io da quanto. Niente a che vedere con i gruppetti che si esibiscono nei nostri pubs.

L’atmosfera è esaltante. Ascoltare musica dal vivo in un pub inglese con una birra in mano in mezzo agli autoctoni è stato davvero grandioso.

Purtroppo, il duo smette di suonare intorno all’una di notte. A quel punto ci arrendiamo all’evidenza che la nostra piccola vacanza è giunta ormai al termine e che è arrivato il momento di dirigerci in aeroporto.

Riconsegnamo la macchina e ci scegliamo un posto, sul pavimento dell’aeroporto, dove accamparci in attesa delle 4:30, ora di apertura del check-in. La stanchezza è devastante, ma la soddisfazione è enorme.

Intorno alle 3h del mattino, da 20 ore sono in piedi e ci aggiungiamo pure che Chiara mi ha svegliato 1 ora prima la mattina… Decisamente a pezzi!

E poi arriva il momento dell’imbarco. Saliamo sull’aereo ed in due ore e mezza siamo di nuovo a Roma…

BIIIP-BIIIIIIIIIIIIIIIP! “Ahò, levate co ‘sta machina, che devo passà!”

Che bello tornare a casa!

p.s.: Il tragitto in taxi da Ciampino fino a casa di Joe e mia è costato ben 48 Euro…che dire di più?


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2 responses so far

2 Responses to “Snowdonia, Galles: Day 3. Ottobre 2008.”

  1. franganghion 19 Oct 2008 at 1:15 pm

    Innanzi tutto dico che il tassista doveva far pagare 30 euro fino a casa mia. Dovevamo scegliere casa nostra come destinazione e quindi avviare un’altra corsa fino ai paoli: ci sarebbe costata 10 di meno.

    Il fatto che è max 4 persone per la convenzione Ciampino-Roma è una cazzata pazzesca!

    Che dire? Confermo tutto. Il castello è stata veramente una esperienza indimenticabile: gli inglesi sanno come valorizzare la loro storia ed hanno una idea precisa di come un piano urbanistico debba essere attuato per non DISTRUGGERE una città.

    Liverpool… non ci vivrei mai, ma ci andrei tutte le sere ad ascoltare musica, senza rimorchiare però… viste le tipe (esclusioni memorabili a parte).

    A presto il mio resoconto.

    Grandi Giuseppo e Chiara!

    J

  2. G-Prodzon 19 Oct 2008 at 2:38 pm

    I tassisti romani sono ladri e mannaggia al governo che si è chinato invece di mostrare i muscoli. Li dovevano sbattere al muro invece di privilegiarli ancora di più quando, poverini, non volevano avere concorrenza…

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