Apr 28 2010

Preparativi Quebrada Rurec 2010.

Published by franganghi at 10:12 pm under Arrampicata,Escursionismo,Photography,Stories

Ci siamo, fra 3 giorni si parte. E’ un anno ormai che se ne parla, almeno 7 mesi che siamo in contatto con l’agenzia locale, tutto è pronto, o quasi, devo ancora preparare il bagaglio a mano. La destinazione: il Perù, per l’esattezza la Quebrada Rurec e le sue immense pareti di granito. La Quebrada Rurec è una delle tante valli che solcano la Cordillera Blanca e si trova nel massiccio del Huantsàn. Poco conosciuta dal punto di vista escursionistico, lo è ancora meno sotto l’aspetto alpinistico, nonostante le sue pareti vengano soprannominate “Little Yosemite”, in realtà c’è ben poco di little. Ma torniamo in Italia…

Prima che il vulcano Islandese ci sconvolgesse i piani, l’idea era di spedire i quasi 280kg di materiale via cargo, in modo tale da non avere sorprese in aeroporto. In una spedizione dove tutto è centellinato, il ritardo di un bagaglio o, peggio ancora, la sua scomparsa, possono tragicamente affondare l’intero progetto. Purtroppo madre natura ci ha ricordato chi comanda nel periodo migliore…pazienza. A fronte di compagnie di spedizione che non garantivano gli arrivi nei termini prefissati abbiamo deciso di rischiare e tentare la via del bagaglio in stiva. Questo però ci scombussolava tutti i piani. A seconda delle compagnie e del tipo di biglietto, il volume e il peso trasportabile a persona può variare significativamente. Con Iberia in questo caso abbiamo a disposizione due bagagli a testa da 23kg l’uno, il che però ha implicato dover ridistribuire tutto il carico. E dunque eccoci qui, davanti al Don Clax a San Giovanni Teatino, nei pressi di Chieti, con le nostre cose sparse in giro sul parcheggio.

Luca D’Andrea e Andrea Di Donato alle prese con il materiale alpinistico.

Organizzare un simile quantitativo di materiale non è semplice. Bisogna pensare ai doppioni, alle cose superflue, alla ripartizione dei pesi e dei volumi, a mescolare le cose, annotare i contenuti delle borse, ecc. abbiamo il nostro bel da fare per tutto il pomeriggio…

Ovviamente non mancano la pause dove, presi dalla disperazione nel vedere ancora tutto quel materiale in giro, ognuno da il meglio di sé. Qui sotto il capo-spedizione Roberto Iannilli, veterano della Rurec.

Il nostro “contatto” con la civiltà. L’ultimo modello di cellulare uscito… nel ’91.

Roberto si avvilisce quando Ivo gli chiede dove può mettere la stampella. La stampella?!

Ma veniamo dunque a noi, anzi al mio bagaglio. Verrebbe da pensare che è una cosa semplice…sì e no. Sì perché c’è tutta una serie di cose che bisogna portare a prescindere dal posto, come ad esempio i vestiti. Girare nudo per la Rurec  non era un’opzione da prendere in considerazione. Quali vestiti? Quelli che uso in montagna e dunque adatti sia ad una giornata di gran sole ma anche ad una giornata di neve e bufera.

Come ho accennato, se da un lato la scelta del vestiario è presto fatta ci sono cose più problematiche, come il sacco a pelo. Il nostro campo base si troverà a poco più di 4000m, incastrato in una valle della quale non sono riuscito a trovare nessun dato riguardo alle temperature medie o altro. La mia indagine mi ha portato sistematicamente a sbattere contro i dati relativi a Huaraz, il centro abitato più importante della zona. In questo periodo le minime vi si aggirano intorno agli 8°c. Considerando che la città si trova a 3050m e che la temperatura cala di circa 6,5°c ogni mille metri ci ritroviamo con delle temperature nella Quebrada che scenderanno intorno al grado 1. Va poi considerato il fatto che siamo in due all’interno di una tenda da tre persone e dunque per quanto possiamo emanare calore non penso si arriverà a scarti importanti tra la temperatura interna e esterna, anzi. Vi starete chiedendo il perché di tutti questi astrusi ragionamenti, è molto semplice. Un conto è dormire male una notte, altro conto è dormire male per 20 notti. Soffrire un caldo o un freddo eccessivo è dannoso in entrambi i casi, per questo è importante una giusta via di mezzo e a tal proposito è fondamentale conoscere se stessi e l’attrezzatura che si usa. Personalmente tendo a preferire un sacco a pelo un po’ più leggero, in quanto soffro tantissimo il caldo e non riuscirei a dormire con un sacco a pelo troppo pesante rispetto alla temperatura esterna. Il vantaggio di questa mia scelta si ripercuote a vari livelli, primo fra tutti la leggerezza. In secondo luogo questo approccio mi permette maggiore versatilità. Un sacco a pelo leggero si può sempre integrare con un sacco lenzuolo (di cotone o di seta) che aggiunge termicità o dormendo vestiti. Ovviamente non bisogna esagerare, se passare notti insonni per via del troppo caldo non è un’opzione da prendere in considerazione, anche dormire vestiti per 20 giorni non è il massimo.

Per il resto si portano sempre le solite cose con qualche aggiuntina qua e là. Vestiti, materiale per dormire, materiale d’arrampicata, igiene personale, farmaci di vario genere, materiale per il campo, per le comunicazioni, barrette energetiche a profusione…Poi non bisogna dimenticare oggetti che possono tornare utili come aghi, filo e nastro adesivo. Se si rompe qualcosa, meglio essere in grado di ripararlo efficacemente in loco onde evitare lunghe ore di marcia fino al paesino più vicino. E per finire qualcosa per svagarsi, nel mio caso, libri e slack line… :)

Il borsone pieno.

Non avrò la possibilità di aggiornare sul sito le novità del viaggio fino a giugno. Se vi interessa seguire i nostri progressi, si spera solo quelli, potete dare un’occhiata ai tweet sulla pagina G-Prodz di facebook. Se non ci sono problemi con il satellitare dovrei essere in grado di darvi notizie al massimo ogni due giorni.

Un ringraziamento per il supporto a:

CAI Roma, via Galvani, 10 – Roma – Tel. 06 57287143

Board Factory, viale Somalia 65 – Roma – Tel. 06 454 320 70.

Don Clax Boulder & Beer, via Lago Maggiore, 14 – 66020 – San Giovanni Teatino (Ch) Tel. 393 5147447.

Ten ristorante, via Gabriele d’Annunzio, 2 – Rignano Flaminio – Roma – Tel. 339 6240552.

RRTREK, via ardea 3/a – Roma – Tel. 06 7045 0873.


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