Jul 29 2010
Via normale al Corno Piccolo. Lug 2010.
Sto iniziando a perdere il conto delle volte che ho ripetuto quel divertente sentiero. La prima volta, con Chiara, fummo cacciati da quell’orrido salto, il primo, alto, senza fine, avevamo poca esperienza. Questa volta mi diverto nel vedere un gruppo di ragazzi tornare indietro dopo aver sbattuto il muso contro il nostro stesso ostacolo di allora. E’ incredibile come tutto cambi con gli occhi dell’esperienza, della conoscenza, si vedono le cose in maniera totalmente diverse; siano queste galassie, libri di storia o semplici pietre. I miei provati compagni di avventura iniziano a guardarmi con sospetto, ma dove ci stai portando? Ma è pericoloso? Perché quei ragazzi sono tornati indietro? Sorrido e rispondo di non preoccuparsi, se non se la sentono torniamo indietro e facciamo altro. Poco dopo, senza che questo abbia rappresentato alcun problema, il salto scompare alle nostre spalle dietro enormi blocchi monolitici. Questo versante del Corno Piccolo è stupendo, cambia tutto, si entra nella montagna, non si vedono abitazioni in lontananza solo il silenzio dei monti. Si entra in un universo selvaggio e le lunghe discese scoscese lungo il sentiero ci riportano con i piedi per terra, ci strappano da quella bolla di invincibilità che ci siamo creati nel nostro vivere quotidiano. Qui una caduta può essere fatale e lo si sente quando si cammina, si fa attenzione, ci si sente vulnerabili. Tutto questo rende la mia camminata nervosa, non mi sento completamente tranquillo. I miei amici non sono assidui frequentatori della montagna, devono ancora imparare a muoversi per sassi e pietraie e questo si vede nel loro lento avanzare. Il tempo invece non aspetta ed è quella la mia prima preoccupazione, hanno previsto brutto tempo nel pomeriggio e noi procediamo troppo lentamente. La mia seconda preoccupazione è quella di vedere cadere qualcuno. Non faccio altro che pensare che forse per una prima volta era meglio evitare sentieri così esposti ma allo stesso tempo mi sento sicuro del fatto che quel sentiero piacerà loro. Infatti, il mescolarsi di tratti di facile arrampicata alla marcia avrebbe alleggerito notevolmente la salita e reso più divertente e interessante il tutto. E infatti così è stato! Nessuno è caduto di sotto e se si esclude l’infido tratto di salita del Vallone dei Ginepri, nessuno ha faticato in maniera eccessiva. In attesa della prossima gita ecco il foto-video della giornata!

Portare gente inesperta in montagna, farli affacciare in un mondo nuovo e vedere il loro stupore è la più bella ricompensa.
Bravo.
Grazie per la splendida esperienza… spero che lo rifaremo presto.
Però su ” nessuno ha faticato in maniera eccessiva ” avrei qualche obiezione da muovere. : )
A presto
Thank you very much for that splendid article
il grande peppe