Jun 23 2007
Gran Sasso >> Valeria
Finalmente, dopo 6 mesi di arrampicata in falesia è giunta l’ora del battesimo dell’arrampicata in montagna.
Si parte il venerdi, direzione Prati di Tivo, dove passero una notte (nell’ “hotel” Siget) quasi insonne a causa del vento fortissimo che non da un’attimo di tregua. Alle 5h30, Roberto parte per aprire una nuova via in solitaria, io da quel momento non riesco più a prendere sonno..
Dopo 3 ore e tre colazioni arriva finalmente Giampo & family, ovviamente la seggiovia non funziona per via del vento e dunque si inizia a salire a piedi dopo aver lasciato l’auto alla fine di una stradina sterrata a quota 1659m. Tiriamo dritti verso “l’albergo diruto” e poi verso la Madonnina (2028m). Da li prendiamo il sentiero a sinistra verso il Rifugio Franchetti (2433m). Dopo una mezz’ora di pausa al rifugio continuiamo il sentiero verso la sella dei Due Corni (2547m) e da li finalmente ricominciamo a scendere fino al bivio della ferrata Danesi, da dove parte la “Valeria”.
Giampo attacca la via e piano piano i quattro tiri vengono percorsi senza rendersi conto del tempo che passa. Si il tempo… Ce ne abbiamo messo tantissimo, troppo.. Tra attese in sosta e impicci con le corde a causa del forte vento passeremo 6h30 in parete!
Alle 20h si riparte verso Prati di Tivo dove ci aspettano gli altri per mangiare (beati noi)..
L’indomani stessa storia, la seggiovia non funziona e si deve tornare su a piedi… Maledetto vento!
Mi faccio coraggio e inizio a camminare, sono stanchissimo ma cerco di non pensarci e piano piano rieccoci di nuovo al Rifugio Franchetti. Gli altri non se la sentono di arrampicare per via del forte vento e dunque si resta a mangiare. Poco dopo arriva Roberto & family e scopro che sono diretti verso la vetta Occidentale del Gran Sasso (2912m). Durante un breve attacco di follia pronuncio la maledetta frase: ” Si dai vengo con voi..” Tanto che saranno mai altri 500 metri di dislivello in salita… Svuoto lo zaino di corde e ferraglia varia e mi incammino contento di essermi liberato di 6-7chili di materiale.. “Sfortunatamente” arrivati alla sella dei Due Corni (2547m) il vento è talmente forte che ci impedisce di camminare in sicurezza e decidiamo dunque di rinunciare e tornare indietro.

L’atmosfera

Scherzando sui “friends”

L’attacco del secondo tiro

Incastri

Ci siamo quasi

Finita la fessura malefica


Quasi in vetta
Via Valeria (Campanile Livia) Gran Sasso
Primo tiro – Rampetta a destra di III+, passato il chiodo, passando per roccette facili si arriva ad un terrazzo con sosta (cordino con maglia rapida – da integrare).
Secondo tiro – Fessura serpeggiante con chiodo verso la fine, IV-.
Terzo tiro – Su per un camino a destra, IV- poi placchetta di IV+ sulla sinistra.
Quarto tiro – Cengia sulla sinistra fino ad un cordino, quindi dritti verso l’uscita III.
L’ultima sosta (per la calata) è attrezzata a spit e 10-15metri sotto si trova una seconda catena. Ad ogni modo con due doppie da 60m ci si cala fino alla base.
Materiale necessario: Qualche dado, friends (misure grandi) e cordini.
Sviluppo: 140m su roccia ottima.
Relazione C.A.I.
Valeria (Corno Piccolo – parete Ovest Campanile Livia) 08/2007:
Andrea e Carlo Bafile, Valeria Boschero, 5 agosto 1946. Prima invernale: Luigi Pieruccini, Salvatore Paternò e Maria Carla Claudi, Paolo Gradi e Luigi Eramo, Stefano Scarpini e Maurizio Speziale, 19 marzo 1961. 1ma solitaria: Franco Cravino, settembre 1959.
Splendida arrampicata, facile su roccia ottima: probabilmente, una delle vie più frequentate delle Fiamme di Pietra. Sviluppo: 140m. Difficoltà: AD, con passaggi fino al IV-.
L’attacco è in corrispondenza di una specie di forcellino, il primo attraversato dalla via ferrata Danesi, quando questa abbandona le ghiaie del Vallone dei Ginepri. Si sale una rampetta appoggiata verso destra (III+), cui seguono facile rocce fino a una zona di terrazze (40m). Si supera il successivo salto salendo una caratteristica fessura serpeggiante (IV-), portandosi poi verso destra (40m). Su un camino a destra (15m) e, dove termina, piegare a sinistra su una paretina solcata da rivoli (5m, IV-), che conduce a una ripiano sul filo di cresta. Aggirandolo a sinistra, per fessura e per lo spigolo, in vetta (ore 1-2).
