Nov 26 2010

Melbourne. Ottobre 2010.

Published by at 12:45 am under Photography,Stories,Viaggi

Arriviamo a Melbourne dopo un assurdo viaggio durante il quale il sottoscritto non ha chiuso occhio. Incastrato nel mio posto, ho visto due film, tre documentari e letto un’infinita’ di pagine del mio libro, ma sebbene la stanchezza si facesse sentire, il mio sonno aveva perso il volo…

Non ricordo più, credo siano passate più di venti ore dall’ultima volta che ho chiuso

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occhio, mi sento stanco. Mi sembra di essere arrivato in Australia in piena notte, invece è mattino e abbiamo solo oggi per vedere un po’ la città; domani l’aereo parte alle 8h.

Flinders Street Station, Melbourne. Victoria – Australia

E’ così presto che non ci lasciano neanche entrare nella stanza, dobbiamo aspettare ancora qualche ora; ed io che speravo in una bella “power nap” di 15-20min tanto per ricaricare le batterie. Pazienza, andiamo a farci un giro.


Mi sento sveglio come uno zombi e la stanchezza mi ha reso oltremodo nervoso. Per non soccombere al sonno, ingurgito un paio di mega caffè come solo fuori dall’Italia sanno fare. Mezzo litro di caffeina bollente in corpo, se prima ero addormentato e nervoso, adesso mi sento sveglio e incazzoso come un diavoletto della Tasmania. Per fortuna a far tornare il mio umore a livelli accettabili per una pacifica convivenza con altri esseri umani viene in soccorso il clima. Sin da subito ci accoglie una leggera brezza, fresca il giusto. Finalmente si ricomincia a respirare aria, non acqua come a Dubai o Singapore, non devo più lottare con l’asfissiante caldo umido! Siamo così contenti che non parliamo d’altro mentre ci perdiamo per le strade di Melbourne.

Centro città, artisti indisturbati. Melbourne. Victoria – Australia

Non appena muoviamo i primi passi, capiamo di che pasta è fatta questa città. Tutto è allegro, tutto è in movimento, biciclette ovunque, gente che corre – capitiamo proprio nel bel mezzo di una maratona. In giro vediamo quasi solo giovani e gli anziani, che ogni tanto scorgiamo, non stanno appollaiati su una panchina a guardare i loro ultimi anni di vita scorrere loro davanti. Li vedi camminare, correre o andare in bici, arzilli, con il sorriso in volto e tanta voglia di vivere. E come biasimarli? Dopo neanche un’ora a Melbourne siamo già convinti che si tratti di un ottimo posto dove trasferirsi.

Anche se conta quattro milioni di abitanti, il centro è assolutamente vivibile, ci sono quasi più biciclette che auto in giro e una profusione di mezzi pubblici. L’aria è respirabile, non si sentono mai suonare i clacson, gli automobilisti si fermano per lasciarti passare quando vuoi attraversare! Incredibile…

Campagna “abbracci gratis”, Melbourne. Victoria – Australia

Continuiamo la nostra esplorazione. Strada dopo strada, ci mischiamo al flusso che scorre lungo i marciapiedi di questa “piccola” città iperattiva cercando di assimilare quanto più possibile nel breve tempo a disposizione. Prendiamo una strada, poi un’altra, ci fermiamo, ripartiamo, una foto al vecchio palazzo, un’altra ai graffiti, un’altra ancora alla ragazza piena di tatuaggi che porta suo figlio sul passeggino. Ve la immaginate una scena del genere da noi? L’italiano medio, bigotto e finto perbenista, si troverebbe lì appostato come uno sciacallo pronto a parlarne male. Invece qui,

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nessuno se ne cura, la gente sembra libera, priva di catene, qui ognuno è padrone di se stesso, nessuno giudica. Sotto questo particolare aspetto Melbourne mi ricorda molto il Giappone, con i suoi personaggi dei fumetti in carne ed ossa che vedevi vagare in mezzo alla folla durante i fine settimana. Gli unici a prestarvi attenzione erano i turisti, i locali invece li incrociavano senza neanche alzare lo sguardo. Una questione di abitudine, sicuramente, lì da loro questo mascherarsi va avanti da così tanto tempo che è ormai stato interiorizzato dalla società. Da noi invece, nella vecchia Italia, siamo ben lontani dall’aver interiorizzato simili abitudini “un po’ troppo all’avanguardia”. L’onnipresente paura del cambiamento, il fatto di essere così legati a concetti antiquati, la pesante influenza di quel piccolo stato estero nelle menti della gente ci privano della gioia di assaporare queste piccole libertà di cui godono questi posti. Non che io voglia andare in giro vestito da Ken Il Guerriero o da qualche altro personaggio ma, per esempio, avete mai visto un autista di autobus con un tatuaggio che sbuca dal colletto, o con dei piercing? Io mai…qui invece ci sono. Avete mai visto gente in giacca e cravatta spostarsi in bici da noi? Mai. In Italia li avete mai visto coppie omosessuali tenersi per mano, o addirittura baciarsi, per strada? Io mai; e non conta la notizia al TG con le foto delle loro facce tumefatte dopo esser stati pestati da una squadriglia di mentecatti.

Cabina telefonica, Melbourne. Victoria – Australia

In quest’angolo remoto del pianeta, stanno “avanti”. Il progresso e la tolleranza si sono mischiati creando questo piccolo universo di libertà individuale. Ovviamente immagino esista il rovescio della medaglia, ma nel poco tempo a disposizione sono stato letteralmente sopraffatto dalle cose positive e di cose negative ne ho viste ben poche…

Central Pier, Melbourne. Victoria – Australia

Proseguiamo la nostra esplorazione del centro usufruendo di un servizio assolutamente inconcepibile per noi. Un vecchio tram (vecchio, in pratica simile a quelli che da noi prestano ancora servizio…) porta, GRATIS, le persone lungo un percorso circolare che fa il giro del centro città. Quale miglior modo per un turista per spostarsi?! Questo mezzo a impatto zero è uno dei servizi più comodi nei quali mi sia imbattuto in vita mia. In mezz’ora si fa il giro del centro comodamente seduti, il tram passa ogni 12min dalle 10h fino alle 18h durante la settimana e fino alle 21h durante i weekend; sali, scendi, sei totalmente libero. Senza poi contare che era estremamente comodo nonostante la panca di legno. Mai panca di legno, infatti, si è rivelata più comoda e il dondolio e gli scricchiolii più soporiferi. Svegli da ormai quasi 30 ore, ogni volta che entravamo e ci sedevamo dovevamo vicendevolmente colpirci, spingerci, punzecchiarci per non cadere in letargo addosso a qualche altro passeggero…

All’interno del City Circle Tram, Melbourne. Victoria – Australia

Oltre a questo turbinio di pensieri post viaggio, ce n’e’ uno che non ha smesso di balzarmi in mente mentre stavo lì: “Siamo in AUSTRALIA!”

Sembra stupido, ma non ci si rende quasi conto di essere dall’altra parte del mondo. Se uno venisse bendato e mollato in mezzo a questa città, farebbe fatica a capire dove si trova. Potrebbe essere una qualsiasi altra città occidentale con popolazioni di discendenza anglosassone. Manca qualsiasi forma di segno distintivo, manca un qualsiasi richiamo al continente, alla cultura locale, l’architettura è anonima. Solo passando davanti a qualche negozio di souvenir mi rendevo conto di dove mi trovassi…toh, un peluche di canguro in vetrina! Oh, guarda quei boomerang quando sono belli… aspetta un attimo! Ma…ma…siamo in AUSTRALIA!?!?! Ti rendi conto??

Almeno sotto questo aspetto le nostre città non hanno nulla da invidiare al resto del mondo…se uno venisse bendato e lasciato in giro per l’Italia capirebbe istantaneamente dove si trova.

Graffiti nelle stadine vicino a Federation Square, Melbourne. Victoria – Australia

Il viaggio è quasi finito. Domani si parte alla volta della Nuova Zelanda. Un rapido stop ad Auckland e poi finalmente Wellington, la nostra casa per i prossimi tre mesi!


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One response so far

One Response to “Melbourne. Ottobre 2010.”

  1. STEFANO SCIFONIon 03 Dec 2010 at 1:29 pm

    CIAOO GIUSEPPE! TUTTO BENE?? QUI I CANALI SI RIEMPIONO …. T’ASPETTO!
    PS FINALMENTE SONO DIVENTATO UN DOTTORE CON UN DISCRETO 110 E LODE 🙂
    UN ABBRACCIO A TE E A CHIARA!!

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