Dec 10 2010

Viaggio e fotografia: Intro. Dicembre 2010.

Published by at 5:25 am under Photography,Viaggi

E’ probabile che il pensiero più ricorrente nella mente di ogni fotografo sia, oltre quello di desiderare gli ultimi ritrovati tecnici del momento, quello di viaggiare, andare lontano dai luoghi a cui siamo abituati. E’ opinione diffusa, infatti, che solo così si riusciranno ad ottenere “gli” scatti. Purtroppo non è sempre così; quasi sempre le foto più belle derivano da un attento studio del luogo e da un’appropriata tecnica e solo chi vi passa tanto tempo – o chi è molto fortunato – può capitare nel posto giusto al momento giusto. Dagobert D. Runes, un filosofo originario della Bucovina naturalizzato statunitense, disse una volta che “le persone viaggiano verso posti lontani per osservare, affascinati, persone che normalmente ignorano a casa”. Non c’è nulla di più vero quando il viaggiatore è un fotografo.

Ma non è di questo che vi voglio parlare oggi, bensì del viaggio in se e di come affrontarlo dal punto di vista organizzativo. Ovviamente se il vostro corredo si compone di una compatta tutto questo può non interessarvi, non avrete sicuramente problemi di spazio e trasportabilità. Nel caso in cui il vostro corredo inizi ad avere una certa sostanza, spero che questi miei consigli possano aiutarvi. Data inoltre la vastità dell’argomento procederò a piccole tappe cercando di regalarvi un po’ di spunti imparati leggendo libri, parlando con altri fotografi più navigati del sottoscritto oppure frutto di esperienze personali.

 

Dunque, come portare in maniera sicura la propria costosa attrezzatura, come proteggerla, come gestirla e soprattutto cosa portare e cosa lasciare a casa?

La parte più importante e fondamentale, quella che più impensierisce il fotografo, è la fase della scelta dell’attrezzatura. Ovviamente prima di partire si è tentati di portare tutto, ma spesso non si può per vari motivi. Uno fra i tanti riguarda il mezzo con cui ci si sposta e la nostra destinazione.

Spostarsi con mezzi diversi come la macchina, l’aereo, il treno oppure a piedi o in bicicletta, sono situazioni che pongono il fotografo di fronte a scelte ben diverse, ognuna delle quali richiede un approccio diverso.

Il mezzo di trasporto ideale, entro certi limiti, è la macchina. L’ampio bagagliaio ci permette grandi capacità di carico, siamo totalmente autonomi, possiamo portare tutto il nostro corredo così da trovarci preparati per ogni occasione. Anche il treno è molto comodo per il fotografo, anche se la componente del peso può iniziare ad influenzare le nostre scelte. Esistono tuttavia dei lati negativi che non possiamo sottovalutare. La macchina o il treno ci permettono di spostarci, ma difficilmente si possono coprire grandi distanze. Non bisogna poi dimenticare che portarsi dietro tutto il proprio corredo può essere molto rischioso a causa dei furti. Purtroppo ho vissuto sulla mia pelle l’esperienza di un furto e non è piacevole.

Viaggiare a piedi o in bicicletta denota un modo radicale di guardare al viaggio e per quel motivo la scelta da compiere sarà anch’essa radicale. Tratterò anche questo tema in maniera più approfondita in seguito quando farò riferimento alle borse. Per ora vorrei concentrarmi sul mezzo moderno che per antonomasia è sinonimo di viaggio, l’aereo.

Quando si parla di viaggi, infatti, è il primo mezzo che viene in mente. E’ sicuramente il più comodo nel caso in cui si vogliano percorrere lunghe distanze in poco tempo, ma è anche uno dei più problematici per i fotografi. Proprio per questo motivo, sono convinto che riuscire a capire le scelte da fare in tema di attrezzatura da portare e quella da sacrificare prima di un viaggio in aereo sia fondamentale per affrontare qualsiasi tipo di viaggio.

Preparativi per la spedizione in Peru’, maggio 2010. Da sx a dx, Luca d’Andrea, Andre Di Donato e Roberto Iannilli.

Come ho già avuto modo di scrivere, ognuno di noi vorrebbe portarsi tutto dietro. Viaggiare in aereo significa sottostare a delle limitazioni di vario genere, la prima delle quali è la mancanza di sicurezza. In genere i fotografi mal volentieri digeriscono l’idea di lasciare la loro costosa attrezzatura sparire nelle stive degli aerei di linea. Troppe volte ci è stato mostrato il trattamento riservato ai nostri bagagli (vedasi bagagli recuperati con maniglie rotte, schiacciati, bagnati, tagliati o semplicemente spariti). A questo punto, dunque, non ci resta che affidarci al bagaglio a mano e ai vari limiti che lo contraddistinguono.

Tra i sette e i dieci chili in Economy e tra i dodici e i quindici chili nella Business, 115/120 cm la somma di lunghezza, larghezza e altezza, ossia all’incirca una borsa da 40 litri; questo è quanto la moderna aviazione ci consente. Decisamente un bel problema, specialmente per quel che concerne il peso. Quando si dispone di attrezzatura professionale, il peso si fa sempre sentire e bastano un paio di corpi macchina e tre ottiche e si inizia a solleticare la soglia dei cinque chili. Vanno poi aggiunti gli accessori e qualche altro effetto personale ed ecco che, in un batter d’occhio, arriviamo alla fatidica soglia, anzi spesso la superiamo. Come fare allora? Si rischia? Sì.

Per fortuna, nonostante l’inasprimento dei controlli dopo l’attacco alle Torri Gemelle, si può ancora girare in buona parte degli aeroporti con una fotocamera appesa al collo (purché non la usiate!). Usando questo semplice trucco, ci si mette al collo il corpo macchina e l’ottica più pesante e lo zaino si alleggerisce magicamente. Ovviamente questo trucchetto vale anche nel caso in cui vi doveste confrontare con problemi di volume. Mettersi addosso i vestiti più pesanti e riempirsi le tasche con flash, ottiche o altri accessori ad esempio ci permette, nella stragrande maggioranza dei casi, di superare i controlli ed evitare le onerose tariffe relative al bagaglio in eccesso.

Questo stratagemma mi ha permesso di superare i controlli già diverse volte e in genere gli operatori negli aeroporti non sono mai stati troppo fiscali in merito al palese stratagemma. Ad ogni modo, in questi casi, è sempre meglio mantenere un basso profilo e nel caso in cui veniste fermati, evitate di contraddire la persona addetta al controllo. Spesso basta un sorriso per risolvere il problema.

Stabiliti i limiti e il modo in cui superarli almeno in parte, si arriva a un altro scoglio. Come scegliere cosa portare? Nel mio caso il corredo pesa molto più di dieci chili, qualcosa dovra per forza restare a casa.

Intro – Scelta ottiche 1 – Scelta ottiche 2

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