Dec 26 2010

Viaggio e fotografia: Scelta delle ottiche – parte prima. Dicembre 2010.

Published by at 9:59 am under Photography,Viaggi

Abbiamo affrontato il tema del mezzo di trasporto, in particolare quello usato più spesso dai viaggiatori, ossia l’aereo. Abbiamo visto che esistono diversi limiti, alcuni superabili con piccoli trucchi, altri no. Ora però, una volta stabilite le linee guida delle dimensioni e del peso, affrontiamo un’altra fase cruciale, quella della scelta delle ottiche da portare.

Nel corso di questi ultimi anni sono riuscito a mettere su un corredo fotografico di tutto rispetto. Mi sono tolto alcune soddisfazioni con ottiche luminose e professionali, corpi macchina straordinari, ma soprattutto, ho imparato a conoscere me stesso e il mio modo di fotografare. Quest’ultimo aspetto è tra i più importanti se si vuole viaggiare leggeri. Durante un viaggio ci sarà sempre quel momento in cui ci lamenteremo di non aver portato una tal

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ottica, questo è un fatto ineluttabile. Ciononostante molto probabilmente riusciremo comunque a riportare a casa scatti di tutto rispetto. Per dieci anni ho scattato con un 28 mm e un 50 mm; ho cassetti pieni di foto, qualcuna anche carina e, come me, molti altri fotografi hanno avuto esperienze simili. L’attrezzatura può essere un limite, ma in molti casi siamo noi stessi a crearceli dal nulla.


Tornando al tema principale, molto probabilmente il vostro corredo, tra ottiche, corpi macchina, flash, cavi, cavetti, filtri, borsa e altri accessori, supera i fatidici 7/10 chili imposti da molte compagnie aeree per il bagaglio a mano. Come fare allora? Oltre al trucco già esposto in precedenza, è necessario studiare accuratamente le possibilità di scatto durante il nostro viaggio.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, oggi siamo incredibilmente fortunati! Possiamo esplorare il pianeta, scoprirne tutti i minimi particolari, standocene comodamente nelle nostre case. Internet, a patto di saper cercare bene, è il massimo strumento di conoscenza moderna, una finestra sul mondo, una versione ancora arcaica del teletrasporto. Internet diventa la nostra prima risorsa nella scelta dell’attrezzatura, il nostro primo mezzo per snellire il corredo in modo da rientrare nei “limiti”. Dove stiamo andando, cosa andiamo a vedere, verso quali opportunità fotografiche andiamo incontro, qual è il nostro genere, cosa ci piace fotografare, sono tutte domande che ci dobbiamo porre e a ognuna va data una risposta.

Dobbiamo anche considerare la tipologia di viaggio. Una scappata durante il weekend per visitare una capitale europea? Due settimane in Africa per un safari oppure in Nepal per un trekking? Vi trasferite sei mesi all’estero? Ognuna di queste situazioni richiede attrezzatura diversa e ognuna presenterà occasioni fotografiche diverse. Conoscere le opportunità offerte dalla nostra destinazione prima ancora di partire è fondamentale, solo così potremo portare veramente solo quello che ci serve, senza contare che una conoscenza approfondita della nostra meta ci permetterà di vivere il nostro viaggio ancora più intensamente.

La mitica F100 dopo un’intera notte di lavoro. Cordillera Blanca – Peru’. Maggio 2010.

Nel mese di maggio 2010 sono stato in Peru’ per partecipare a una spedizione alpinistica. Ero vincolato da un gran numero di fattori e la scelta dell’attrezzatura non è stata delle più semplici. Da un lato le enormi possibilità fotografiche nei più svariati settori, dall’altro le restrizioni delle compagnie aeree e la consapevolezza di dover portare sulle mie spalle tutta quell’attrezzatura a oltre 4000m di quota. Come ho già avuto modo di scrivere, negli anni sono riuscito a farmi un bel corredo fotografico, anche con ottiche molto specializzate come il 16mm fisheye, il 105mm macro e il 500mm. Inutile dire che sono le prime ottiche che non ho considerato. Il fatto stesso che siano così specializzate le rende sì molto utili per determinate situazioni, ma si tratta appunto solo di determinate situazioni e, in un contesto dove ogni grammo conta, non posso permettermi di portare un’ottica per scattare una sola foto ben specifica. Entrano dunque in gioco le ottiche che in genere ci danno maggiori possibilità fotografiche; nel mio caso quelle che coprono il range di focale che va dai 24 ai 200mm.

Con le due ottiche in mio possesso che coprono queste focali scatto il 95% delle mie foto, sono dunque le prime a essere messe in borsa.

Per sopperire alla mancanza di un’ottica macro faccio affidamento sui tubi di prolunga. Leggeri, compatti, economici, rappresentano la soluzione di compromesso perfetta quando non si vuole rinunciare al microcosmo della macrofotografia senza superare le barriere imposte dalle compagnie aeree e dalle nostre gambe.

Anche in merito al teleobiettivo bisogna arrivare a un compromesso e in quel caso specifico ho scelto un moltiplicatore di focale 2x da abbinare a un 80-200/2.8. La zona dove sono stato era ricca di avifauna e un tale abbinamento mi ha consentito di avere un dignitosissimo 160-400/5.6. Inotre, usando qualche piccolo trucco avrei potuto ulteriormente accorciare le distanze tra me e il mio soggetto, specialmente in zone così remote e quasi non frequentate dall’uomo dove la fauna è generalmente meno schiva rispetto a quanto accade in Italia. Se tutto questo non fosse bastato, avrei comunque avuto la possibilità di sfruttare il gran numero di megapixel delle moderne fotocamere per fare degli ingrandimenti. Ovviamente la qualità finale non sarebbe stata la stessa di quella offerta da un 500mm F.4, non ci sono dubbi, ma in genere preferisco avere la possibilità di portare a casa lo scatto. Una volta ingrandita al 100% sul mio bel monitor non sarei sicuramente riuscito a contare ogni diramazione delle rachidi del pennuto, ma non e’ certo quello a far sì che la mia foto riesca oppure no. E’ sufficiente dare una sbirciata ai libri fotografici del grande Frans Lanting per rendersi conto che la bellezza di una foto va oltre l’assoluta nitidezza “tecnica” richiesta dagli standard moderni.

Sul versante grandangolare, invece, ero molto combattuto perché il 16mm fisheye e’ un’ottica decisamente interessante durante una spedizione per via dei risultati che offre in spazi angusti (come ad esempio dentro una tenda o appesi ad una sosta in parete). Purtroppo per lei è anche un’ottica decisamente poco flessibile e alla lunga la sua distorsione estrema può stancare. Per questo motivo ho deciso di sostituirlo con un supergrandangolare che mi avrebbe permesso di arrivare a 17-18mm, dotato inoltre di un discreto zoom. Grazie al suo peso e alle sue dimensioni contenute il 18-35 della Nikon è un perfetto candidato, per quel che mi riguarda. Il suo range di focale mi permette di usarlo sia dentro una tenda sia fuori e il suo peso diventa un atout quando si prospetta un’impegnativa giornata di marcia e avere un’ottica molto luminosa non è indispensabile.

Intro – Scelta ottiche 1 – Scelta ottiche 2

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