Apr 18 2013

Viaggio e fotografia: Scelta delle ottiche – parte seconda. Aprile 2013.

Published by at 11:03 am under Photography,Viaggi

Nel precedente capitolo riguardante la scelta delle ottiche mi sono soffermato su un caso estremo (viaggio aereo + trekking a piedi) per darvi un’idea dei meccanismi che dovrebbero mettersi in moto nella testa del fotografo. La base di una borsa fotografica leggera sta nel conoscere bene le esigenze a cui si va incontro e scegliere dunque il materiale più idoneo. Ultimamente mi sono capitate tre differenti esperienze per le quali ho dovuto operare scelte decisamente diverse nella selezione dell’attrezzatura da portare. La prima è stata il viaggio in Nuova Zelanda, poi l’Iran e infine la Lituania.


La scelta dell’attrezzatura è fondamentale. Roma -Italia. Febbraio 2012.

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Nel primo caso partivo per un viaggio di quasi 4 mesi e avrei avuto una base stabile in un posto, Wellington. Ovviamente per arrivare in Nuova Zelanda si deve prendere l’aereo e dunque si sottostà alle limitazioni di cui abbiamo parlato in precedenza. Avevo 10kg di bagaglio a mano e 20kg di bagaglio imbarcato. Dovendo fare tappe di qualche giorno sia nel

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percorso di andata che di ritorno, nel bagaglio a mano dovevo considerare anche lo spazio per gli effetti personali oltre all’attrezzatura fotografica. Inoltre, esclusivamente per il viaggio di ritorno, dovevo avere lo spazio anche per almeno uno dei miei hard disk di backup. In pratica dei dieci chili ammessi, me ne restava poco più di uno per un cambio, lo spazzolino e un libro. Trattandosi di un viaggio lungo, ho portato con me quasi tutto il mio corredo (a esclusione del 500mm/4 e del fisheye). In questo specifico caso ho messo parte dell’attrezzatura nel bagaglio imbarcato, come ad esempio il cavalletto, le ottiche meno utili e accessori vari. Avevo invece con me un piccolo cavalletto da circa 1kg che, opportunamente zavorrato, poteva dignitosamente essere usato anche con le ottiche più pesanti.

Il viaggio in Iran invece, aveva presupposti radicalmente diversi. Partivo con il volo di una compagnia low cost, molto severa su pesi e dimensioni del bagaglio, e per appena una settimana. Poiché dovevo restare così poco tempo e c’era uno scalo da fare durante il viaggio, per evitare problemi di smarrimento bagagli, ho deciso di viaggiare unicamente con il bagaglio a mano. Avevo a disposizione 8kg e mi dovevano bastare per un’interna settimana. Ad aiutarmi nella scelta del corredo da portare, c’erano la situazione geopolitica (elezioni USA 2012 alle porte) e le restrizioni imposte ai fotografi o comunque coloro che entrano nel paese con attrezzatura foto e video professionale. Innanzitutto, esiste un visto apposito per giornalisti, fotografi e videomaker. Poi, una volta nel paese, se si appartiene alle categorie di cui sopra, si deve sottostare a tutta una serie di limitazioni sui posti da fotografare e spesso sono necessarie autorizzazioni o addirittura l’accompagnamento da parte delle forze di polizia. Ovviamente non potevo permettermi una tale quantità di rogne e ho dunque optato per un corredo molto leggero e poco vistoso. Ho portato con me due compatte, la piccola Panasonic “da battaglia” e una della serie G della Canon. Avere due fotocamere mi permetteva di assicurarmi contro furti o problemi tecnici, mi evitava di avere problemi una volta arrivato in aeroporto e in generale mi avrebbe permesso di passare quasi inosservato in giro per il paese. Certo la qualità delle foto non sarebbe stata ai livelli della reflex, ma preferisco una foto di qualità non eccelsa rispetto a nessuna foto. Inoltre la qualità delle compatte moderne (in condizioni di luce buona) è ottima. La prima foto che ho mai venduto a una rivista è stata scattata proprio con la Panasonic da battaglia, una compatta da 100 euro…

Infine l’esperienza in Lituania, il classico fine settimana in una capitale europea. Ancora una volta l’aereo e il tempo erano due fattori chiave nella scelta del corredo. In questo caso non vi erano problemi di ordine geopolitico, né problemi per quel che riguardava la sicurezza. Vilnius è un posto molto tranquillo e senza particolari pericoli se si usano i normali accorgimenti che uno userebbe a casa propria. Ho deciso dunque di portarmi dietro la reflex ma per comodità, dal momento che avremmo camminato tanto (e così è stato!), ho portato con me una sola ottica, il 17-55 (24-70), con la quale scatto la maggior parte delle mie foto. E’ un’ottica che conosco bene, con cui mi trovo bene ed è molto comoda come range di focale per la cd. fotografia street. Avrei potuto portare anche un grandangolare ma, in fondo, spesso è sufficiente spostarsi un po’ per ottenere l’inquadratura giusta, senza dover combattere con le distorsioni ottiche tipiche dei grandangolari spinti. Inoltre trovo che ogni tanto, doversi confrontare con la rigidità imposta dalla focale della nostra ottica sia un eccellente modo per migliorare la propria fotografia, perché ci costringe a usare la testa.

IntroScelta ottiche 1 – Scelta ottiche 2


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