Feb 19 2008

I diversi tipi di valanghe. Febbraio 2008.

Published by at 5:43 pm under Neve e valanghe,Snowboard

Freestyler o freerider incallito, nessuno dei due resiste al richiamo della neve fresca, è un dato di fatto innegabile. La sensazione di totale libertà che ci procurano i curvoni in neve fresca è unica e difficilmente ci si tira indietro, sopratutto se la nostra conoscenza della situazione che stiamo per affrontare è solo superficiale. Non avendo un’idea dei pericoli che potremmo dover affrontare, tendiamo a sottovalutare il rischio e ci lanciamo confidando nella buona sorte e nella conoscenza tecnica di qualche altro membro del gruppo (che magari ne sa meno di voi..). Mi piacerebbe poter dire che una volta acquisito un buon bagaglio teorico e pratico ci si trovi in una situazione esente da rischi, ma come ci ha ricordato la morte di Craig Kelly e di tanti altri esperti frequentatori della montagna, le valanghe sono imprevedibili e anche i migliori corrono grossi rischi. Se non possiamo eliminare totalmente il rischio, possiamo almeno ridurlo seguendo certi accorgimenti e usando tanto buon senso.

Esistono tre famiglie principali di valanghe, le valanghe di placca, di neve fresca e quelle di fondo.

VALANGHE DI PLACCA

La neve in montagna è molto spesso accompagnata dal vento. Di solito si può dire che più si sale in quota e maggiore sarà l’intensità del vento. Se si considera il rilievo morfologico delle montagne ci si rende conto che il vento non spazza ogni punto con la stessa intensità. Al pari dell’acqua che scende giù da un torrente, il vento verrà rallentato in alcuni punti per poi accelerare in altri, creerà mulinelli o altro. Inevitabilmente la neve spazzata via dal vento subirà la stessa sorte per andare a creare zone totalmente prive di manto nevoso e altre invece in cui si creerà un accumulo addirittura pericoloso, come sulle creste…

Immaginiamo, per capire, che il giorno prima siano caduti 30cm di neve con un vento prevalente da nord. In questo caso dobbiamo prestare estrema attenzione ai versanti esposti a sud. A causa dell’effetto venturi e delle linee di depressione che si vengono a formare dietro le creste, anche minime, i cristalli di neve vengono rovinati dal continuo turbinio e tendono ad accumularsi nei luoghi riparati dal vento. Questa neve crea uno strato compatto e pesante formato da noccioli e da cristalli interi. Si tratta di una neve rovinata, con poca coesione con gli strati di neve precedenti e con il suolo. Lo strato che si viene a formare è rigido, molto compatto, quasi come una lastra di vetro che può variare da pochi centimetri fino a 2-3 metri. Essendoci poca coesione con gli altri strati di neve può cedere alla minima sollecitazione o semplicemente per via del suo stesso peso. Possono esserci casi in cui il passaggio di una persona non faccia sganciare la placca per via del semplice fatto che il peso di una persona comparata alla massa di neve trattenuta dai sottostrati può essere considerato trascurabile, ma non è sempre cosi e se la prima persona riesce a passare non è detto che la seconda, la terza o la quarta siano cosi fortunate.

IMG_0617

 Accumuli nei pressi della sella di Monte di Monte Aquila – Gran Sasso (2013)

Sperare di scappare da una valanga di placche cercando di andare più veloce di essa è pura illusione, l’unica speranza è oltrepassare la linea di valanga scappando lateralmente. Il grosso pericolo della valanga di placche non è solo il rischio di soffocamento che caratterizza le tre famiglie di valanghe, in questo caso la persona che viene trascinata verso valle si ritrova in mezzo a blocchi di neve molto dura che possono raggiungere la velocità di 100km/h. Se, una volta fermatasi la valanga, la persona è riuscita a rimanere in superficie, è molto probabile che abbia un buon numero di ossa rotte…

Visto che lo studio delle valanghe è una materia molto complicata, rispettiamo questa sua peculiarità e introduciamo un nuovo caso in cui le valanghe di placca possono prodursi.

Abbiamo visto in precedenza che la nostra ipotetica nevicata con vento prevalente da nord ci ha fatto guardare con attenzione il versante sud della montagna per via dei rischi di accumulo. Il problema è che questo non significa che il versante che ha subito l’azione del vento, quello nord, sia del tutto esente da rischi.. Il vento anche qui segue un percorso irregolare e una roccia, un buco o altro ostacolo possono creare zone di depressione dove la neve tenderà ad accumularsi e formare placche di neve con poca coesione.

Inoltre anche le differenti temperature tra il terreno e l’aria possono creare situazioni pericolose. Prendiamo il caso delle prime nevicate. Il terreno, di colore scuro, accumula calore. Il primo strato di neve cade e il terreno man mano va perdendo calore ma resta comunque ad una temperatura di circa 0°. La neve a contatto con il terreno si ghiaccia e forma uno strato di piccole piramidi di ghiaccio creando un manto potenzialmente instabile. Questo manto può non essere abbastanza pesante al momento della sua formazione per far si che si sganci una valanga. Esso rappresenta la base per i successivi strati che si andranno man mano ad accumulare su di esso. Questi nuovi strati costituiti da neve con diverse coesioni possono assumere il ruolo di ancoraggio per gli strati instabili sottostanti. Con il ritorno delle temperature più miti verso fine stagione questi strati superficiali vengono a mancare facendo sganciare queste placche ormai troppo pesanti.

VALANGA DI NEVE FRESCA

Si tratta di un tipo di valanga che si manifesta dopo abbondanti nevicate e scaturisce da un accumulo eccessivo di neve. La neve fresca, una neve molto fredda, con poca coesione, si accumula fino a raggiungere il livello di rottura per un determinato pendio – questo livello di rottura viene determinato da diversi fattori, il principale dei quali è l’angolazione della pendenza ma non solo, infatti non si potrebbe allora spiegare il perché in Alaska la neve fresca riesce a far presa su pendenze fino a 55° mentre da noi in europa non si va oltre i 45° – ed a quel punto abbiamo la formazione della valanga, il pendio elimina automaticamente l’eccesso di neve.

Le valanghe di neve fresca sono estremamente pericolose per vari motivi. Primo fra tutti la velocità con la quale si sposta, una velocità che può raggiungere i 400km/h e che crea un onda d’urto che investe il percorso della valanga prima ancora che essa vi sia passata. Un’altro motivo è la leggerezza della neve unita alla velocità di spostamento che creano un vero e proprio aerosol di neve che soffoca le persone. Ed infine, una volta fermatasi la valanga, per un effetto di depressione la neve diventa molto compatta e praticamente impossibile da smuovere.

Come per le valanghe di placca l’unica speranza si trova sui lati della valanga. Oltre a questo però nel casi di valanghe di neve fresca dovete cercare in tutti i modi di evitare di respirare l’aerosol di neve che vi sommergerà. La neve una volta nei vostri polmoni si trasformerà in acqua per via della vostra temperatura corporea con ovvie conseguenze..

In questi casi è fondamentale per l’eventuale soccoritore avere con sé una pala. La neve sarà cosi dura che anche se localizzate la vittima non riuscirete probabilmente a raggiungerla in tempo scavando con le mani, con gli sci o con la vostra tavola da snowboard.

VALANGA DI FONDO

Sono le classiche valanghe primaverili. Il terreno si scalda creando uno strato instabile nel manto nevoso che cede sotto il peso della neve sovrastante. Questo tipo di valanga ripulisce la montagna fino al terreno trascinando con se sassi e altri materiali. Il terreno dove più spesso avviene questo tipo di valanga sono i pendii erbosi che vengono resi viscidi dall’umidità. Se proprio dovete affrontare questi posti cercate di partire molto presto al mattino, quando le temperature sono ancora basse e se vi trovate a dover affrontare un tratto a rischio cercate di passare più vicini possibile alla cresta in modo tale che se la valanga dovesse sganciarsi, si sgancierà sotto i vostri piedi e non con voi in mezzo.

IMG_0543

Valanga di fondo nei pressi di Monte di Mezzo – Monti della Laga (2013)

G-Prodz.com non si assume nessuna responsabilità in caso di incidenti. Per imparare a muoversi in ambiente innevato non sono assolutamente sufficienti le poche righe scritte sopra. Possono entrare in gioco altre decine di fattori che non sono stati citati. I miei sono solo consigli che riassumono caratteristiche generali e non possono essere considerati come certezze. Portate sempre l’attrezzatura di sicurezza (artva – pala – sonda), evitate di andare da soli e lasciate a qualcuno il vostro itinerario.

<<BACK TO MOUNTAIN>>

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Cerchi attrezzatura per le tue attività outdoor?

Innde BF Mountainshop Viale Somalia, 65 – Roma.

No responses yet

Comments RSS

Leave a Reply