Jul 20 2009

Speleologia alla Risorgenza dell’Inferniglio

Published by at 5:16 pm under Speleology

Come gran parte delle volte in cui sto per lanciarmi in qualche nuova esperienza la sera prima dormo male; anzi malissimo, ci si è messo pure il caldo questa notte e mentre mi giro e mi rigiro faccio i conti sulle ore di sonno che mancano al risveglio vero e proprio. Quando scatta la sveglia inizia la corsa. Ho tutto pronto da ieri mi devo solo lavare e mi sono concesso ben 15min dal momento del risveglio a quando entrerò in auto. Incredibilmente “zombeggiando” in giro ci riesco e allo scadere dei 15min accendo il motore. Fatte poche centinaia di metri la mia voglia di velocità spensierata viene subito troncata alla nascita; una lunga processione di auto mi precede. 7h15 di domenica mattina, 14 macchine davanti di cui una guidata da una qualche persona che avrebbe fatto una favore al mondo restandosene al letto (per dirla in termini meno coloriti). La “processione” mi fa perdere una quantità infinita di tempo e quello rimasto lascia spazio ad una colazione flash prima di incontrare gli altri. Si parte, direzione Subiaco. Ovviamente anche qui non fila tutto liscio.. si passa dai guai tecnici amplificati dai vari tombini aperti che solcano le strade della capitale alla piaga dei ciclisti che infestano le stradine della provincia e il cui alto numero in folti gruppi sparsi ne amplifica i deliri di onnipotenza generati dall’appartenenza e alla presenza del proprio branco (uhm… ciclisti e bulletti di scuola  non sembrano poi cosi diversi, entrambi vedono la loro stronzaggine aumentare con l’aumentare dei componenti del gruppo). Comunque, finalmente eccoci arrivati al luogo dell’appuntamento. Da li in 1/2 ora circa giungiamo a destinazione.

Siamo in compagnia dei membri di Romasotterranea e dello Speleo Club Roma ma soprattutto di Luca Cavallari che oltre ad averci gentilmente invitato organizza in quell’occasione un minicorso di fotografia in grotta.

Arrivati all’ingresso del “buco” inizio a chiedermi cosa ci faccio li. Se mi prende un attacco di claustrofobia? Ma va, andiamo! E infatti un’ora dopo eccomi intento ad esplorare cunicoli laterali tremendamente stretti, sdraiato nel fango, alla faccia della claustrofobia. Una cosa invece alla quale non avevo pensato e che effetivamente rapprensenta un gran pericolo in grotta è il fango che ti potrebbe portare ad invidiare le classicisissme scivolate sulle buccie di banana. Ripenso a tutti gli incidenti in grotta di cui ho sentito parlare negli ultimi anni e mi rendo conto di come sia facile rompersi qualche osso in quelle situazioni. Altra piccola insidia è l’acqua, limpida e cristallina, che una volta unita alla fievole luce bianca delle frontali diventa magicamente invisibile per la gioia dei nostri piedi asciutti che non vedono l’ora di farsi una nuotata al fresco. Il suono del piede che si immerge inavertitamente e il “ma porc..”  che segue diventa subito un generatore di risate e sorrisi quando qualcuno viene fregato dall’illusione ottica.

Le fumanti mani di Chiara.

La fotografia in grotta, il paradiso degli amanti del flash. Li sotto tutta la luce è artificiale e questo in qualche modo ci semplifica la vita perchè decidiamo tutto noi e si riesce cosi a non lasciare nulla al caso. I maggiori problemi sono di ordine tecnico: come evitare di distruggere l’attrezzatura, una cosetta da niente insomma.

Luca Cavallari e i suoi allievi durante il mini workshop in grotta.

Ed ecco che si riemerge: Zanzare, caldo e afa arriviamo!


One response so far

One Response to “Speleologia alla Risorgenza dell’Inferniglio”

  1. lucacavallarion 25 Jul 2009 at 6:22 pm

    replichiamo?
    quando?

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