Sep 06 2009
Vacanze?! Vacanzine?!
Finalmente qualche giorno in più da dedicare al Gran Sasso, da sabato a giovedi si va su. Le previsioni danno bel tempo e solo giovedi dovrebbe arrivare la perturbazione. Partiamo pieni di entusiasmo per affrontare queste belle giornate. Ho in mente un sacco di giri da fare ma purtroppo gran parte dei progetti si va ad infrangere contro la inaffidabilità totale dei meteorologi nostrani…
La domenica viene sfruttata per fare ricognizione. Ho in mente qualche giro impegnativo da fare prossimamente su terreni che non conosco e devo essere assolutamente essere certo che i sentieri si trovano al posto giusto. Purtroppo la cartina in mio possesso (quella blu del CAI) vale poco meno di un tappo di sughero e due sassi tondi. Sentieri che non ci sono, altri che passano da tutt’altra parte, fontanili inesistenti, grotte inesistenti, ecc ecc. Come ci si può orientare con un pezzo di carta del genere?!
Lunedi. Mi prudono le mani e con Chiara decidiamo di andare ad arrampicare. La nostra meta è la falesietta di Prati di Tivo visto che a Pietracamela per via del terremoto ci sono stati un pò di danni e non sono riuscito a capire se si può arrampicare o no al momento. Li ci raggiungono Arianna e Stefano e qualche ora più tardi ci raggiunge anche il vento e finalmente le nuvole…


Dai è solo qualche nuvola passeggera, le previsioni davano brutto per giovedi non si possono essere sbagliati di 3 giorni… Invece si, hanno miseramente fallito. Incurante dell’intensa attività del cielo cerco di non farmi prendere dallo sconforto e penso positivo. Dai, dai domani è bello, voglio andare a fare la Ricci, deve essere bello!


Martedi. Sveglia alle 7h e senza aver ancora perfettamente ripreso l’uso delle gambe, barcollo e mi trascino fino alla finestra, apro e guardo fuori. L’occhio di Mordor mi osserva da lassù, il cielo è nero, fa freddo e pioviccica. Tutti i piani sono sfumati e a quel punto scatta il piano B, si va a rompere il vetro della scatoletta rossa e si tira fuori l’ultimo ripiego, la passeggiata per paesi nei giorni di pioggia.
La nostra meta è la città di Castelli, dove si fanno le omonime ceramiche, li in zona mi sembrava il posto più interessante dove andare a fare qualche foto. Dopo una estenuante lotta contro le leggi della fisica per restare in strada arriviamo incolumi in questo paesetto ai piedi del Monte Camicia. Inutile dire che il cielo era coperto e non si vedeva il Camicia però almeno aveva smesso di piovere.

I danni del terremoto…




Tornando da Castelli ci ricordiamo che il frigo è miseramente vuoto. Un salto al supermercato e vedendo un’anziana vedova prendere il carrello mi si accende una lampadina in testa. Purtroppo, tempo di tirare fuori la fotocamera dallo zaino se ne era andata e con essa la mia foto. Mentre in me nasceva l’idea di vivere con una reflex nastrata alla mano Stefano mi fa notare che Arianna è completamente vestita di nero.. Perfetto ecco la mia foto!

Tornati a casa abbiamo ancora un pomeriggio intero davanti a noi, non ci va di passarlo rinchiusi dentro casa e dunque eccoci di nuovo su ai Prati, questa volta muniti dello spaccaossa, ossia la mia MTB. Facciamo qualche discesa, tentiamo qualche saltino, un pò di foto… finchè Arianna e Chiara non ci fanno gentilmente capire che si sarebbero anche stufate. A quel punto gli proponiamo di farsi qualche giretto in bici ma da come ci guardano forse non è il caso…


Mercoledi: Il cielo è ancora coperto, la Val Maone si preannuncia nebbiosa ma noi partiamo lo stesso, abbiamo troppa voglia di camminare e i sentieri da quelle parti li conosco ormai come le mie tasche, solo una forte pioggia potrebbe farci desistere.


Procediamo lentamente, devo fare delle foto alle pareti e approfitto di ogni spiraglio che ci regala la nebbia, purtroppo questo mio fare un pò anarchico rallenta il gruppo e impieghiamo 3h30 per arrivare al Garibaldi. Li ci accoglie una bella porta chiusa… sapevo che quest’anno c’erano problemi di gestione però almeno potevano farlo aprire da qualcun’altro. Comunque, siamo attrezzati di cibarie varie e ci rifocilliamo. La temperatura è scesa a 12° e cappello e guanti magicamente vengono tirati fuori dallo zaino.



