Jul 09 2008

Giretto del Corno Piccolo…

Published by at 1:46 pm under Escursionismo

Questo week-end volevo farmi un pò i fatti miei e cosi è stato! Parto venerdi sera da Roma sempre in direzioni di Intermesoli. Lungo la strada, ovviamente, traffico, traffico e ancora traffico fino a tardi.. Vabbè mi concentro sull’indomani. Sto con la cagnetta e non so bene cosa fare, so solo che voglio camminare e anche tanto. Ci penserò domani, intanto mi metto a dormire.

Sveglia alle 5h30 e dopo una rapida colazione sto già affrontando le curve che mi separano dai Prati. Lascio l’auto all’Arapietra e da li mi incammino, sono le 6h20. In lontananza vedo già delle persone che camminano. Passo dopo paso inizio a prendere il ritmo e poco dopo l’albergo diruto raggiungo le due persone che mi precedevano. Sono due persone che conosco e ci mettiamo a chiacchierare del più e del meno. Poco dopo la madonnina svoltano a destra verso la loro meta mentre io filo su dritto verso il Franchetti. Il sentiero ormai lo conosco bene e in 1h40 sto sorseggiando un buon caffe caldo in compagnia di Luca Mazzoleni che mi da qualche dritta su un bel giro da fare. Mentre andavo su mi è venuto in mente di fare il giro del Corno Piccolo però stando col cane poteva risultare complicato per via di alcuni passaggi. Luca invece mi ha consigliato di fare il giro più lungo e scendere dalla Val Maone. Proviamo un pò…

Mi rimetto in marcia in direzione della sella dei Due Corni. Da li svolto a sinistra verso il passo del Cannone. Arrivo finalmente al passo del Cannone, l’aria è frizzantina e tira un bel venticello. Inizio a salire sul trattino attrezzato e la cagnetta mi segue, però solo fino a metà.. Uhm, che fare? Svuotare lo zaino, metterla dentro e farmi due viaggi? Non mi va. Con un braccio la prendo e con l’altro mi tengo al cavo di acciaio. Dopo il primo tratto la poso a terra e continua da sola e in un attimo sono fuori. Inizio poi a scendere verso la sella del Brecciaio e da li mi inoltro all’interno di campo Pericoli in direzione del rifugio Garibaldi. Sul tratto dove si traversa in ghiaione rischio la vita una decina di volte per via delle continue scivolate… Per fortuna sono abbastanza agile e non mi ritrovo in nessun momento con il “culo per terra”. A quel punto durante la discesa inizio a sentire un fastidio al piede sinistro… Aia le scarpe iniziano a farmi male… Brutta cosa visto che ancora ne manca di strada.

Al Garibaldi mi fermo 5 minuti tempo di sgranocchiare qualche fetta biscottata e dare da bere al cane. Fino a quel momento mi sono fermato solo due volte, una al Franchetti per prendermi un caffe, e un’altra sotto al tratto attrezzato del passo del Cannone mentre decidevo il dafarsi. Quando cammino con altri mi fermo molto più spesso perche devo seguire il loro passo (più veloce o più lento che sia) e questo mi fa faticare di più. Quando si sta da soli e non si è vincolati ad altra gente è tutta un’altra storia. Sei più concetrato, detti il ritmo e fatichi di meno (questo almeno vale per me) e la solitudine collegata ai mille pensieri che ti passano per la testa ti fanno dimenticare la fatica e tutto il resto (quasi sempre). Insomma mi piace proprio! Non che disdegni la compagnia ovviamente ma ogni tanto serve proprio starsene un pò per i fatti suoi. Comunque…

Dal Garibaldi mi consigliano la “scorciatoia” per arrivare nella Val Maone… Ad accorciare si accorcia, ma a quale prezzo? Il sentiero non è segnato e se a tratti gli ometti di pietra formano una muraglia per quanto sono vicini, in altri punti bisogna inventarsi i passaggi. Con un bel pò di fatica recupero finalmente il sentiero in mezzo alla Val Maone. Un paio di volte ho perso la traccia e mi sono ritrovato in mezzo al nulla, faticando come un somaro in mezzo ai prati scosesi e pietraie piene di buchi nascosti. Poi, visto che non era sufficiente, camminavo sbattendo i basoncini da trekking al suolo visto che l’alta erba non prometteva nulla di buono. Non tanto per me, ma non mi andava proprio di far rischiare un morso di vipera al cane.

Finalmente recupero sto maledetto sentiero! Mi fermo, sono stremato, sopratutto che ero finito più in basso e per recuperarlo mi sono dovuto inerpicare per un ripido prato. Il sole picchia, sono circa le undici e dunque quasi 5ore che cammino. L’alluce del piede sinistro fa malissimo e preferisco non controllare (rimettersi la scarpa dopo aver controllato sarebbe traumatico se ci fosse qualche gran danno…), occhio non vede cuore non duole si suol dire. Mi rimetto a camminare e lentamente costeggio i pilastri dell’Intermesoli. Mi han detto che Roberto sta su a finire la sua via in solitaria. Al cellulare non risponderebbe e mi viene in mente di chiamarlo urlando il suo nome per tutta la valle, ma poi desisto, se passasse qualcuno della neuro non farei in tempo a dare spiegazioni. Intanto le mie falcate si fanno sempre più incerte, mi sento stremato e devo concentrarmi il doppio per evitare qualche brutta storta. Supero la grotta dell’Oro, supero le cascate, inizio il salitone e finalmente il bosco e la sua ombra. Ce l’ho quasi fatta! Ormai mi immagino già con la testa nella fontanella pronto a tornare a casa e infilarmi sotto la doccia regolarmente ghiacciata, e invece no! La mia visione viene subito oscurata da un’enorme nube scura che assume le sembianze di una strada asfaltata, in salita, al cui culmine si trova la mia auto. #?!*#! dico tra me e me….. Mi ero completamente dimenticato dell’auto, convinto di averla lasciata ai Prati…

Avvilito mi rimetto in marcia. La strada la conosco bene ed a ogni passo so esattamente quanto manca ancora. Per fortuna Chiara mi tiene un pò di compagnia al telefono e il tutto diventa meno faticoso. Nessuno mi da un passaggio…. Sopratutto perche nessuno sale, solo auto che scendono. Camminare su un sentiero è un conto, un’altra cosa è camminare lungo una strada asfaltata resa rovente dal sole che picchia. Verso la fine accelero il passo il solo pensiero di potermi sedere fra poco mi rida la carica . Arrivo, stanco morto.  Ce l’ho fatta!! 7 ore per completare il lungo anello con circa una mezz’ora di pausa complessiva. La mia cagnetta si sdraia in macchina e non si fa più sentire, è stremata ma comunque sempre con il suo sorriso storto stampato in faccia.

Ora il problema è solo uno.. Che faccio la prossima volta? Stavo quasi pensando di rifare lo stesso giro però nell’altro verso…

Mentre mi allontano dal Franchetti.

Il Corno Piccolo

Il sentiero verso Campo Imperatore

Sella del Brecciaio e la discesa verso Campo Pericoli

Bimba

Dove sono sbucato sul sentiero in Val Maone

Guardandomi indietro in Val Maone

4 responses so far

4 Responses to “Giretto del Corno Piccolo…”

  1. franganghion 09 Jul 2008 at 5:02 pm

    Se lo rifai in 21 ore con tenda nel mezzo ed inverno alle porte avvisa.

  2. G-Prodzon 14 Jul 2008 at 12:43 pm

    Sicuramente lo voglio rifare in senso inverso (più salita)… Ti terrò aggiornato! Probabilmente a settembre cmq… Ciaoo

  3. franganghion 16 Jul 2008 at 7:30 pm

    Fammi sapere comunque.
    Al limite glisso, ma con grande stile!

    Tipo te mando a riprendere con una Limousine…

  4. franganghion 16 Jul 2008 at 7:31 pm

    Questa:
    http://www.carpages.co.uk/news/limousine-chauffeur-show-15-09-05.asp

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