Sep 16 2009

Switzerland: Zermatt 1600 –> Gornergrat 3135. Settembre 2009.

Published by at 7:00 pm under Escursionismo

Dopo un lungo viaggio (800km con una sola sosta…) arriviamo in quel di Tash, il paese immediatamente prima di Zermatt. A Tash si deve lasciare l’auto perché a Zermatt si circola solo a piedi, in bici, in piccole auto elettriche o anche in ridicoli calessi. Da Tash a Zermatt invece ci sono 3 opzioni: a piedi, in treno oppure in taxi. Prendiamo il treno e dopo brevi spostamenti a piedi con i nostri pesanti bagagli (io avevo la bellezza di 24kg sulle spalle) ci sistemiamo nell’unico campeggio di Zermatt, il campeggio più trash e con la gente più antipatica in cui mi sia mai imbattuto! E bravi gli Svizzeri e soprattutto tutti coloro che parlano tedesco…

La sera stessa passeggiata turistica e tappa a Hinterdorf la parte più vecchia della città. E poi, visto che a Roma era introvabile, si corre a comprare una cartina dei sentieri. Ed ecco la prima mazzata del turista impreparato, 17 euro prego…
Le caratteristiche case di Hinterdorf.
Strana gente a Zermatt… 😀

La sera in tenda ci studiamo qualche escursione e decidiamo di fare il nostro primo

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3000. Eh, sì…il primo conquistato con abbastanza dislivello da renderlo dignitoso, il primo non raggiunto con teleferiche, ma purtroppo anche molto addomesticato. Avevo visto delle foto scattate da quelle parti e il paesaggio meritava una visita anche se arrivare in vetta al Gornergrat in realtà è per molti come andare a fare la spesa al supermercato visto che ci arriva un trenino che porta orde di chiassosi turisti.

L’indomani eccoci pronti in marcia e alle 7h40 abbiamo già attraversato parte del paese ma non siamo sicuri della strada da prendere. Le indicazioni per trovare l’attacco del sentiero somigliano terribilmente alla segnaletica stradale romana: assurda e incomprensibile. Più o meno indoviniamo un paio di strade e alla fine dell’abitato due simpatici boscaioli ci confermano che stiamo sulla buona strada. Si inizia a salire, salire, salire, il primo tratto è quella più ripido. Procediamo con un passo lento, ci gustiamo il paesaggio e scattiamo foto, lo sguardo sempre puntato verso SO in direzione del Cervino dolcemente protetto da soffici nuvole. Ogni tanto si apre uno spiraglio e lo guardo, nella mia mente fantastico sulla salita di Whimper, sull’exploit di Bonatti, che montagna stupenda.

Arriviamo finalmente a Riffelalp (2211m) dove ci concediamo uno spuntino. Da lì ci incamminiamo lungo un evidente sentiero che porta a Riffelberg (2582m). Lungo il sentiero, dopo appena 10min di marcia iniziamo a vedere marmotte ovunque che ci scappano davanti come le cavallette sui prati. Restiamo immobili e dopo pochi istanti ecco le loro testoline che cautamente riemergono dalle tane. Dopo una abbondante session fotografica continuiamo la nostra strada. Saliamo di qualche decina di metri e a quel punto mi volto per guardare il paesaggio, Chiara si ferma e lì davanti a noi a circa 150m di distanza due cervi corrono come furie sui prati che costeggiano la montagna. Sono solo attimi, intensi, prima di vederli sparire nella macchia che circonda il piccolo abitato di Riffelalp. Ci giriamo e guardiamo il trenino che sale in lontananza, stiamo faticando sì ma solo per questi attimi valeva la pena, sul treno non avremmo visto nulla.

Una delle tante marmotte…

Continuiamo a salire e arriviamo finalmente a Riffelberg (2522m). Siamo affamati e ci fermiamo dunque per uno spuntino. Dopo poco però si riparte per affrontare l’ultimo tratto. Davanti a noi decine e decine di turisti impreparati scendono il sentiero. Sono per lo più gruppi di Giapponesi che hanno affrontato la salita in treno e scendono qualche tratto a piedi. Fanno tutti casino ma per fortuna ci sono poche cartacce in giro, almeno quello…

Ci si rifocilla a Riffelberg.

Il laghetto Riffelsee.

Arrivati a circa 3000m durante una breve sosta per bere Chiara viene punta da una vespa, io ridacchio uccidendo l’infame mentre Chiara interroga il cielo chiedendo quale fossero le sue colpe. Ripartiamo, mancano ancora poco più di 100m, 100m lenti e dal passo pesante. Eccoci, ci siamo, finalmente! Dopo 1500m di salita siamo arrivati a destinazione. Osservo le montagne intorno a me: si vede il Cervino, il Breithorn, Castor e Polux, il Monte

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Rosa.. ma è il passo del Teodulo che cattura più di tutti la mia attenzione. Ho ancora fresche in mente le pagine sulla conquista del Cervino di Whymper, dei vari tentativi, delle scalate in zona e di questo passo che lui e le sue guide attraversarono innumerevoli volte, collegamento tra l’Italia e la Svizzera a quei tempi.

L’osservatorio astronomico.

Vista sul Breithorn, Castor e Pollux, Liskamm e in lontananza sulla destra il passo del Teodulo.

Ma si fa tardi è ora di scendere. Potremmo tornare giù a piedi, ma vorrebbe dire stare più o meno a riposo l’indomani. Decidiamo allora di scendere con il treno in modo da preservare le gambe, domani si ricomincia, si torna a camminare, meglio non esagerare il primo giorno…

Si torna giù con il treno.

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