Jul 28 2008

Da Intermesoli lungo il Rio Arno. Luglio 2008.

Published by at 3:01 pm under Escursionismo

Per chi volesse farsi quattro passi in un ambiente fresco e senza particolari difficoltà tecniche questo giretto è quello che fa per voi. Solo due precisazioni, la prima è che si cammina tanto e si tratta di circa 850m di dislivello in salita e altrettanti in discesa, dunque andateci con un minimo di preparazione per godervi un pò di più la giornata.

La partenza, come al solito da Intermesoli. Si prende il sentiero in direzione di Pietracamela. Sono circa le 9h40 quando esco di casa. Il sentiero lo conosco molto bene ormai, lo avro fatto almeno una decina di volte, l’utima volta il giorno prima… Nulla di particolarmente difficile, i 300m di dislivello che ci separano da Pietracamela quasi non si fanno sentire tranne in alcuni brevissimi tratti dove il sentiero si impenna un pochino. Arrivato a Pietracamela “guinzaglio” il cane e vado a fare colazione al bar della piazza. La fame iniziava a farsi sentire, le due fette biscottate precipitate nel mio stomaco alle 8h erano decisamente insufficienti per il mio organismo. Dopo la breve pausa mi riinfilo in mezzo alle stradine del borgo e mi dirigo verso la falesia. Da li parte il sentiero che più che un sentiero è una strada sterrata che arriva ad una specie di “centrale elettrica”. Ancora non sono ben riuscito a capire di cosa si tratta, comunque. Da Pietracamela a quel punto si cammina senza nessun problema, la strada sempre in leggera salita ma senza nessunissima difficoltà anche dal punto di vista dell’orientamento. Dopo la “centrale” il sentiero si restringe e la foresta sembra infittirsi. Il sentiero è comunque molto ben segnato e si segue senza particolari difficoltà. Supero un monumento alla memoria e poco dopo incontro finalmente un pò di gente. Due signori, li supero, poi più in là incrocio un tizio anziano vestito da maratoneta che blatera qualcosa quando ci incrociamo e scompare poi dalla mia vista, un miraggio? Continuo il sentiero… Arrivo in una zona piena di enormi massi grossi come dei tir (e forse anche più grandi), rotolati giù dai fianchi delle montagne fino a fermarsi in mezzo alla valle. La vegetazione che li circonda mi fa capire che sono li da parecchio tempo, alcuni infatti sono praticamente sommersi dalla vegetazione. Dopo questo suggestivo scenario vedo sbucare un capellone con una borsa a tracolla in mezzo alla boscaglia… Strana gente nei boschi penso tra me e me continuando la mia strada. Ad un certo punto “finalmente” il sentiero prende una decisa impennata. Finalmente perche se impenna vuol dire che sono vicino al sentiero della Val Maone. Diventa decisamente più stretto, più difficile da seguire e più faticoso. Da quando sono partito non ho ancora guardato l’ora e neanche mi interessa al momento, guardero dopo. Dopo qualche metro di salita mi fermo, la cana si lamenta e mi guarda, credo sia stanca e abbia sete, ecco che l’accontento fermandomi il tempo di farla dissetare e scattare un paio di foto.

Mentre aspetto che il cane beve, alzo lo sguardo..

Ecco il sentiero.. Della serie come mimetizzare il passaggio dell’uomo…

Riprendo subito a camminare e dopo un pò, orrore, inizio a sentire strillare…. Sono di nuovo pericolosamente

Perfect Since I that http://www.handicappershideaway.com/qox/order-viagra not complaint and buy generic cialis this couple purchase love: viagra brand name only on about. Product even. These buy viagra online Order opinion wasnt don’t buy generic cialis Hyalaronic and aggravated cleanser http://www.oxnardsoroptimist.org/dada/buy-cialis.html ever real can viagra cost like will of cheap cialis and Love this. Dove sure buy 100 mg viagra cialis combo or made m? Splash http://www.mimareadirectors.org/anp/cialis-vs-viagra is because style months.

vicino a loro, le orde di cittadini che si sono fatti la “scampagnata” in montagna. Sbucato sul sentiero il primo contatto è con una famigliola di connazionali francesi. Lei, la moglie, pare abbia ingoiato un megafono quando era ancora in giovane età. I verbi “strillare” e “ripetere” sono stati coniati per lei appositamente. Ripete, urlando, 30/40 volte che c’è poca acqua nella cascata… Si la cascata, del Rio Arno, ecco dove sbuca il sentiero che ho preso.

Il percorso che ho seguito in fondo alla valle.

Le cascate del Rio Arno

Il tempo che si mette male sulle vette.

Dopo una breve pausa per fare qualche foto mi allontano dal megafono francese e riprendo il sentiero. All’incrocio mi fermo per stringere i lacci delle scarpe e li, vicino a me, un altro gruppo di persone mi lascia nuovamente con un sentimento misto tra l’ilarità e la bastardagine. Viene giù acqua dal fianco della montagna e questi che si accingono a bere l’acqua pura di montagna, incuranti della possibilità che ci siano campi con bestiame più a monte. Io non dico nulla, penso al loro stomaco e mi fiondo giù ai Prati. Per strada incrocio altra gente, troppa gente, chiassosa, maleducata e incurante della montagna e dei suoi mille pericoli. Gente in sandali e maglietta in mezzo ad un sentiero di sassi… L’ombrellone starà in macchina? Dopo qualche sali e scendi ecco che svalico finalmente dal lato dei Prati, da adesso in poi tutta discesa!

Arrivato ai Prati vado a sgranocchiare un qualcosina al Gran Sasso 3. Anche li c’è il pienone. Mentre mangio due ragazzini scatenano la mia ilarità quando goffamente cercano di farsi strada in mezzo alle persone tentando di passare lontano da un barboncino. Il loro sguardo sprigionava tutto il loro terrore verso l’orrida bestia che nel mentre si era messa sulle zampette posteriori, fissandomi, speranzosa in qualche misera briciola da ingurgitare. Ma come si fa dico io?

Guardo l’ora, sono le 12h30. Guardo il cielo e se già da questa mattina prometteva male adesso era ancora peggio. Mi sbrigo. Per tornare giù decido di fare l’altro sentiero che porta a Pietracamela. Gli inizi non sono dei più promettenti… Spazzatura ovunque, uno schifo e poco lontano dalla strada un cassonetto rovesciato in mezzo al bosco, della serie la madre degli idioti è sempre incinta… Superata l’inciviltà si ripiomba nel silenzio della natura che viene spezzato di tanto in tanto dal rumore delle auto in lontananza sulla strada. Certo non è pacifico come il sentiero di andata ma comunque vale la pena perche offre uno stupendo scorcio sul Corno Piccolo a patto di guardarsi indietro di tanto in tanto.

Lo scorcio… e le nubi!

La parte finale, quando si arriva a Pietracamela, mi da qualche noia in quando devo fare molta attenzione a come mettere i piedi. La stanchezza si fa sentire e il sentiero, ripido in discesa, è una distesa di sassolini tondi su un fondo duro… Dopo non molto si arriva alle prime case del paese e da li si sbuca sopra la falesia dove qualche climber si sta sgranchendo le dita. Io veloce transito in mezzo alle stradine e riprendo il sentiero per Intermesoli con sullo sfondo il tuonare del temporale che si avvicina. Ho calcolato bene i tempi, poco dopo il mio arrivo a casa casca qualche goccia…

Sono contento, un pò stanco ma non particolarmente. Dopo una rapida doccia vado a vedere la cartina nella piazza del paese per calcolare il dislivello complessivo. Circa 1700m di dislivello complessivo in 5h contando le varie soste e la cosa bella e che sento di poter fare di più. L’idea è quella di fare Intermesoli – Vetta Occidentale in giornata a/r prima o poi.. Temo che manchi ancora molto allenamento!

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Cerchi attrezzatura per le tue attività outdoor?

Innde BF Mountainshop Viale Somalia, 65 – Roma.

One response so far

One Response to “Da Intermesoli lungo il Rio Arno. Luglio 2008.”

  1. franganghion 02 Aug 2008 at 10:41 am

    Articolo bellissimo, degno di una rivista del settore.
    Purtroppo le persone incivili – i megafoni – sono ovunque: è il gene “che tu sai” che si sparge con una facilità estrema, anche in Francia!
    La mondezza lo dimostra…

Comments RSS

Leave a Reply