Aug 04 2008

Scampagnata in Sardegna..

Published by at 10:57 pm under Photography,Uncategorized

Verso le 13-14h ricevo una telefonata, è martedi, sono appena tornato a casa, al telefono il mio amico Max che mi chiede se voglio partire qualche giorno per la Sardegna per dargli una mano per un lavoro. Faccio qualche telefonata ed eccomi pronto, l’indomani, alle 10h30 spaccate di fronte alla nave che ci porterà ad Olbia!

Non sono ancora mai stato in Sardegna. Ci sarei voluto andare, sia per fare surf sia per arrampicare, ma non sono mai riuscito a ritagliarmi un attimo di tempo. Ora finalmente ci metterò piede anche se non esattamente per i motivi che mi attiravano in quell’isola… Comunque, si tratta sempre di un posto nuovo da vedere, come rinunciare?

Un particolare della nave.

Premetto che io non conoscevo per nulla la zona e solo superficialmente la reputazione di quei posti. Solo dopo mi sono reso conto di dove sono capitato… Il paradiso dello sfoggio dell’ultimo abito alla moda,  la mecca dei modaioli e dei ricconi, decisamente l’ultimo posto sulla terra dove andrei in vacanza. Anzi se ci fosse solo quello preferirei starmene a lavorare invece di andarci, anche se ammetto che è divertente vedere come si concia certa gente… Ci mettiamo all’opera la sera stessa del nostro arrivo e il giovedi fino a tarda sera (saltando anche la cena) e cosi ci ritroviamo con la giornata di venerdi libera di girovagare in zona prima della partenza sabato mattina. I posti sono bellissimi, tutto curatissimo e le numerose concrezioni rocciose mi fanno venire un fastidiosissimo prurito alle dita. Quando darei per portermene stare ad arrampicare… Invece niente, faccio da copilota lungo le stupende strade che ci separano dalle varie località. Max ha il piede pesante e la mitica Ax Sport con i suoi 720kg di peso, 130cv (ovviamente non originali) e le gomme semislick stradali fanno il resto. Tra una curva e l’altra ci si chiede perche il rally di Sardegna non lo facciano su asfalto… Per fortuna non veniamo pizzicati da qualche pattuglia, saremmo da arresto immediato, ma le strade sono cosi invoglianti che non si può dire di no. Visitiamo Porto Rotondo, Porto Cervo, si va in spiaggia e in giro la sera per i moli. Quei moli con quelle barche assurde, giganti, delle voragini per carburante. A cosa serviranno tutti quei gadget, tutto quel brillare ovunque? Gironzolo in mezzo a quella gente chiedendomi cosa ci faccio li ed inizio a bruciare dentro preso da un’irrefrenabile voglia di stare con la mia cana perso nell’ombra di qualche faggeta in Abruzzo. Ormai sto in ballo e mi tocca ballare. Quel pezzo di Sardegna è veramente bellissimo ma non penso ci tornerei volentieri, “la terra dei papponi” non fa per me.

Paesaggi della Costa Smeralda.

Uno scorcio di Porto Cervo.

La mitica Ax Sport lavata il giorno prima della partenza (dopo 3 mesi dall’ultimo lavaggio).

Durante il tragitto di ritorno, oltre a vedere i delfini per un istante (che ho fotografato ma sono venuti microscopici – erano troppo lontani per il mio 50mm), abbiamo anche raccattato una caretta del mare – alla faccia della carretta – con due disperati che volevano tentare la traversata, prima di venir meccanicamente mollati in mezzo al mare esattamente a metà tra la Sardegna ed il continente. Morale della storia abbiamo dovuto deviare la nostra rotta e tra una cosa e un’altra abbiamo perso circa un’ora. Io gli avrei dato un pò d’acqua dolce, due tozzi di pane e un remo… Cosi la prossima volta ci pensano due volte prima di improvvisarsi marinai e far perdere tempo alla gente.

Il traghetto era popolato da numerosi disperati i quali sembravano essersi svegliati presto per la prima volta in vita loro. Io tra una zanzare e l’altra ero andato a letto alle 3h ed esattamente 3h dopo suonava la mia sveglia. Ero si stanco durante il giorno, ma c’era gente letteralmente morta! La situazione era cosi tragica che anche l’equipaggio della nave cercava di fare qualcosa, prima con avvisi acustici e poi passando direttamente ad azioni fisiche. Per farla breve c’era gente addormentata ovunque. I primi che notai erano quelli sui divani. Belli comodi come a casa loro, ogni persona occupava numerosi posti, e vabbè. Poi quelli che non erano stati cosi fortunati e si dovevano accontentare delle sedie. Questi, nonostante la stanchezza, erano riusciti in qualche sprazzo di lucidità a igegnare qualche arteficio per riuscire a far diventare comode delle sedie progettate con l’intento contrario, cioè quello di risultare il più scomode possibili a chi volesse servirsene appunto per dormire. E poi c’era la gran massa, i disperati degli inferi, costretti ad accontentarsi delle briciole rimaste. Alcuni erano sdraiti sulla moquette lungo i corridoi, altri sotto i tavolini e le sedie del bar e del ristorante, altri ancora usavano i primi gradini delle scale come cuscini. Gente di tutte le età ronfava beatamente incastrate nelle posizioni più strane tra il mobilio della nave. Due turisti stranieri si distinguevano in tutto questo… Due persone geniali… Si erano portati da casa e avevano sistemato sul ponte intermedio – all’ombra – niente popodimenoche?!?! Udite udite, l’AMACA!!!!!! Una sola parola… Respect.

I due dispersi e la loro “barchetta”.

Il rimorchio.

La Guardia Costiera che viene a recuperare il rimorchio.

La vedetta del pilota mandato dalla capitaneria di Civitavecchia per manovrare la nave dentro al porto (il parcheggiatore insomma, anzi l’ormeggiatore…).

Bello tornare sul continente vero?

La gente che osserva il lento avvicinarsi della nave.

Come avrete notato ci sono più foto in mezzo al mare che sulla terra ferma. Il fatto è che sulla terraferma con il 50mm facevo ben poco mentre cercavo di tenermi e tenere le cose che si muovevano in macchina mentre volavamo sulle strade sarde. Sperando di tornarci presto!

2 responses so far

2 Responses to “Scampagnata in Sardegna..”

  1. franganghion 08 Aug 2008 at 6:17 pm

    Sei un controsenso vivente: finisci con la speranza di tornarci ma non esiti a dire che è un posto dove non andresti mai in vacanza. E che ci torni a fare dunque?

    Comunque… l’amaca è storia vecchia ma storia vecchia non è il disastro che hai trovato di gente distrutta. Come cavolo hanno fatto a ridursi così? L’uso della carta di credito porta certi scompensi evidentemente.

    Io ho sempre sognato di andare in costa azzurra ad infastidire i ricconi. Tipo colonie di zecche nelle macchine, dado knor nella cipolla delle doccie in spiaggia, merda di cane VERA sul cofano… sti scherzetti, ma non ci andrò mai con questo scopo a meno che io stesso non diventi miliardario.

    Comprerò una Panda 750 solo per andarci addosso ai macchinoni!

    Grande resoconto del viaggio comunque.
    Bella, quando andiamo in bici?

    J

  2. G-Prodzon 08 Aug 2008 at 8:24 pm

    Nessun controsenso.. Il mio tornarci è riferito alla Sardegna in generale non a quella particolare località!

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