Jan 18 2010
Gole del Salinello. Dic 2009.
Le Gole del Salinello si trovano in Abruzzo, in prossimità di Civitella del Tronto. Uno scenario fantastico per via del suo isolamento e dei suoi spazi, uno scenario di grande attrattiva per il turismo, un grande scenario chiuso al pubblico. Sì, chiuso! Un ordinanza comunale vieta l’accesso alle gole da quando, nell’agosto del 2008, un masso distaccatosi dalla montagna ha travolto e ucciso una signora di Bitonto durante una gita. Successivi sopralluoghi dei vigili del fuoco hanno fatto sì che la zona venisse qualificata come pericolosa per via dell’alto rischio di caduta massi, chiudendo così ogni spiraglio di riapertura dei sentieri.

La voglia di percorrere la gola e i suoi sentieri supera però tutte le paure. In fin dei conti, passo i miei fine settimana ad arrampicare a ridosso di pareti rocciose. In montagna mi capita spessissimo di camminare in zone a rischio frana o comunque soggette a cadute di massi; ho perfino bivaccato sotto queste accoglienti e pericolose pareti. Cosa faccio, non vado? In fondo le montagne si erodono e cascano a pezzi, lì come in tutto il mondo. Le vogliamo chiudere tutte?
La giornata non è delle migliori anche se, per fortuna, la pioggia decide di graziarci dalla sua presenza. Alla partenza del sentiero, sull’ampio parcheggio di brecciolino, una serie di strutture turistiche giace in abbandono. Tavolini da picnic, giostre, perfino un baracchino di legno per le informazioni, tutto lasciato in balia alle intemperie. Un foglio di carta infilato in un astuccio di plastica contiene la fatidica condanna a morte del posto. Non ce ne curiamo e andiamo avanti.

Lo stato di abbandono si sente nell’aria. A tratti la vegetazione sembra aver irruentemente deciso di riprendersi quel che le apparteneva. Si procede a zigzag sul sentiero, cercando di evitare le piante e i loro rami. In altri tratti pericolosi, giochi di equilibrio sono necessari per superare rocce viscide e piccole frane. Proseguiamo, ci infiliamo in queste gole dove l’uomo ha vissuto per migliaia di anni, dove monaci hanno costruito i loro eremi e dove oggi è vietato andare. Ci assumiamo le nostre responsabilità, sappiamo che un masso o anche una pietra di piccole dimensioni colpendoci può risultare fatale, ma questo non è più pericoloso che attraversare le strade di una città come Roma dove, solo nel 2009, sono state investite 2245 persone…

A metà percorso vedo un animale, riversato su se stesso lungo le sponde del fiume Salinello. Penso ad un tasso in un primo momento, mi avvicino, guardo meglio, è un cinghiale, morto. Una frattura aperta ha segnato il suo tempo, probabilmente una caduta dai ripidi pendii che ci circondano o forse chissà cos’altro. Non sembra esser stato trasportato dal fiume, il suo pelo è pulito, sembra quasi essersi sdraiato a riposare.

Segnaletica ancora intatta ma purtroppo molto superficiale.

Dopo mezz’ora di marcia veniamo fermati dal fiume. Il sentiero è impraticabile, la vegetazione si è data un bel da fare da queste parti, decidiamo dunque di tornare indietro.


Considerando il fatto che avevamo camminato veramente poco, cambiamo rotta e ci inerpichiamo lungo uno dei pendii scoscesi che ci circondano, risalendo un sentiero che porta ad uno dei diversi eremi della zona. La guida lasciava intravedere qualche possibile difficoltà, ma nulla rispetto a quello che ci aspettava. Il fondo era viscido e nella parte alta, come se non bastasse, una cinquantina di metri di corde fisse ci separava dalla nostra meta. Niente di tutto questo era stato menzionato nel cartello al bivio, così che da semplice sentiero escursionistico (E), un’allegra famigliola ignara poteva, tutto ad un tratto, ritrovarsi su un sentiero per escursionisti esperti con attrezzatura (EEA). Alla faccia della pericolosità dei massi…

Ce ne andiamo sconsolati. Il posto è veramente stupendo ma, come al solito, invece di investire in opere per la messa in sicurezza si preferisce chiudere. E’ senz’altro la soluzione più economica, ma alla gente del posto, all’economia locale chi ci pensa? Solo pochi giorni prima parlavamo con un ristoratore che si lamentava del notevole calo di turisti nella zona da quando erano state chiuse le gole.

Complimenti per l’ottima recensione! E’ un posto fantastico nel quale con gli amici abbiamo passato giornate indimenticabili, ed è incredibile che come al solito si sia preferito chiudere piittosto che investire nel mettere in sicurezza uno dei luoghi più incantevoli che il teramano possa offrire.