Oct 16 2008

Snowdonia, Galles: Day 1. Ottobre 2008.

Published by at 6:49 pm under Photography,Viaggi

text by Chiara Addari

Dopo tanto aver atteso, finalmente arriva la fatidica mattina del 10, Snowdonia ci attende!

Sveglia presto e controlli dell’ultimo secondo. Alle 8:00 il taxi aspetta Giovanni, Giuseppe e me sotto casa…facce assonnate ma trepidanti! Prima dell’aeroporto, due tappe: andiamo a prendere gli altri compagni di viaggio, Paolo “Tazza” e Paolo “Kojak”.

La partecipazione di Kojak era in forse, data la febbre che lo assillava da 4 giorni, ma lui coraggiosissimo si è imbottito di medicinali ed è salito sul taxi!

Le risate con le lacrime agli occhi sopraggiungono già nel tragitto per Ciampino e saranno una costante per tutto il tempo…grandioso!

Bagaglio a mano e stampe del check-in on-line alla mano e siamo già sull’aereo, in 2 ore e mezza o poco più saremo lì. Prendiamo posto dove possiamo, chi munito di I-Pod, chi di libro e poi…il mio rito personale ha inizio.

L’aria mi comincia a mancare, palpitazione a mille, scene di

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orribili morti che mi si accalcano in testa…ma l’aereo ancora non si è mosso…sarà un lungo viaggio…almeno per me!

Non è trascorsa un’ora dalla nostra partenza e già inizio a scattare.

Arriviamo (ovviamente incolumi!) a Liverpool alle 12:30, ora locale (per la cronaca, a Roma sono le 13:30) dove c’è una macchina in affitto che ci aspetta…concordiamo l’assicurazione totale…che con questa guida a destra non si sa mai! Sistemiamo i bagagli, ci sistemiamo noi con cartina alla mano e siamo pronti. Vai Joe, esci dal parcheggio…Joe, a sinistra…A sinistra, Joe…A SINISTRAAA!

Lungo la strada per Llandudno…

La nostra prima tappa è Llandudno (che nessuno ha ancora capito come si pronuncia), situata presso un promontorio sulla costa settentrionale del Galles. Lungo il tragitto non facciamo altro che guardarci intorno attoniti…strade perfette, pulizia ovunque, case curatissime (soprattutto gli infissi!), le persone in macchina rispettano le corsie, non sono pronte a suonare se tergiversi a semaforo verde…anzi, a dire il vero, non credo di aver avuto l’opportunità di sentire come suonano i clacson delle auto gallesi in tre giorni abbondanti di permanenza. E poi la campagna…prati di un verde surreale, casali da libro delle favole, pecore gonfie di una lana bianchissima che brucano serene l’erba.

E allora mi chiedo: di fronte a cotanta perfezione, perché non fa altro che venirci in mente Napoli?

Nonostante i nostri occhi si stiano riempiendo di viste meravigliose, le nostre pance sono disperatamente vuote e reclamano la loro razione. Una sola frase aleggia in macchina…”fish&chips”! La fame è talmente insostenibile che ci fermiamo in un posto piuttosto anonimo. Gli altri scelgono di prendere il loro agognato piatto presso un locale che, per usare un eufemismo, era a mio parere una vera bettola. Tipo quando uno straniero arriva in Italia e pur di assaggiare la pizza si ferma alla pizza a taglio gestita da un tizio che neanche parla l’italiano. Ma tanto che mi importa…io sono vegetariana!

Mentre loro prendono il take-away, io mi rifornisco di sandwiches nel supermercato accanto…dite quello che vi pare, ma sono diventati la mia passione! Ci ritroviamo tutti fuori e mangiamo molto pittorescamente seduti sul marciapiede del parcheggio.

Dopo esserci rifocillati, ci rimettiamo in macchina, anche se molti di noi cominciano ad accusare una lieve pesantezza di stomaco…chissà perché?

La giornata è piuttosto clemente, considerati gli standard del meteo in Gran Bretagna, e mentre ci avviciniamo a Llandudno cominciamo a sentirlo… E’ il vento, una forte brezza che porta un profumo intenso…di mare, sì, ma anche di altro che a parole è difficile da spiegare…E’ inebriante e presi dall’euforia, parcheggiamo in fretta e furia la macchina per affacciarci sul litorale.

La spiaggia è davvero bella. Chilometrica, deserta. C’è la marea bassa e la sabbia bagnata crea delle sfumature di luce spettacolari. All’orizzonte, il blu del mare e quello delle nuvole nel cielo si fondono ed in lontananza si scorgono le file di pali per l’energia eolica che non solo non stonano affatto, ma anzi danno quel qualcosa in più al paesaggio.

Le pale eoliche.

Giuseppe approfitta del momento per scattare un’infinità di foto ai molti gabbiani ed altri volatili che affollano la spiaggia. Per attirarli verso di noi, rovescio quel che era avanzato dai fish&chips su un muretto ed in un battito di ciglia…eccoli cadere in picchiata verso le leccornie…che se non mi scanzavo in tempo! In pochi secondi è già tutto finito, ma tanto è bastato a Giuseppe per fare delle foto veramente notevoli.

Uno storno (Sturnus vulgaris) lungo la spiaggia dalle parti di Flint.

Gavina (Larus Canus).

Gavine e gabbiani si contendono gli ultimi “chips” rimasti.

Decidiamo di andare a cercare un posto dove dormire dalle parti di Betws-y-Coed (nuovamente non mi chiedete come si pronuncia perché non ne ho la più pallida idea) ma prima, ancora un giretto turistico da quelle parti. Incappiamo in un tipico cimitero all’inglese…Voi direte “Di tanto mondo, proprio un cimitero?”…Eppure aveva il suo perché. Affacciato su una scogliera, le lapidi con le incisioni rovinate dal vento e dall’acqua di mare, le statue di angeli e simil…Da una parte faceva molto “Della Morte Dell’Amore”, dall’altra dava un senso di pace…eterna!

Il pittoresco cimitero.

Vabbè, basta con le cose macabre. Un paio di caprette ci attraversano la strada mentre ci allontaniamo da lì. A quanto pare, qui le caprette sono bianche latte ed hanno il ciuffo riccio…che carucce!

Da sx a dx Paolo “Kojak”, Paolo “Tazza”, Giovanni e Chiara.

Quando è ormai già buio, giungiamo a Betws-y-Coed. La località si trova già all’interno del Parco di Snowdonia, così saremo agevolati negli spostamenti del giorno dopo. Una pioggerellina scende fitta, mentre noi come poveri pellegrini bussiamo di B&B in B&B per cercare un posto dove poter riposare le stanche membra (!). Finalmente, appena fuori dal paesino troviamo una cortese coppia di anziani signori che, nonostante l’ora tarda e le facce lugubri (le nostre, per inciso), decide di ospitarci. Non sto qui a descrivervi come il posto fosse quanto di più meravigliosamente tipico si possa trovare in Gran Bretagna…anche perché siamo dovuti uscire di gran carriera per trovare un posto dove mangiare prima che si facesse troppo tardi.

Tra i vari posti, scegliamo quello che sembrava essere più affollato e meno pretenzioso. Seduti sulle panche, attorno ad un tavolo del pub, ci godiamo il meritato riposo, il lauto pasto e l’atmosfera unica propria di questi luoghi…il tutto accompagnato da fiumi di birra. Che vita!

… to be continued.


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3 responses so far

3 Responses to “Snowdonia, Galles: Day 1. Ottobre 2008.”

  1. franganghion 16 Oct 2008 at 7:24 pm

    –> Dopo esserci rifocillati, ci rimettiamo in macchina, anche se molti di noi cominciano ad accusare una lieve pesantezza di stomaco…chissà perché?

    Ci tengo a chiarire di aver digerito proprio tutto!

    –> E’ inebriante e presi dall’euforia, parcheggiamo in fretta e furia la macchina per affacciarci sul litorale.

    Ci tengo anche qui: io svolto senza consultarmi con nessuno, DECIDO che è il momento di fermarci, esattamente come è successo più avanti al Cavern.

    Comunque fantastica cronistoria. Alla fine pubblicheremo i reminder agli altri racconti, incrociandoli così che si componga un grande articolo nato da diversi punti di vista!

    Brava Chiara e bravo Giuseppo (da questo viaggio per me sarai Giuseppo).

    😉

  2. G-Prodzon 16 Oct 2008 at 8:41 pm

    Concordo in pieno…Servono più punti di vista per dare il quadro completo!

  3. franganghion 16 Oct 2008 at 11:59 pm

    non so perché ho scritto REMINDER: volevo dire link, semplicemente.

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