Mar 02 2010

Monte S. Maria, parco di Veio.

Published by franganghi at 10:45 pm under Ecology,Escursionismo

L’idea di passare la giornata rinchiuso in casa non mi andava proprio e così, mentre osservavo la campagna romana con googlemaps, mi è venuta voglia di esplorare una zona che conosco poco. Il parco di Veio, alle porte di Roma, che ricomprende diversi comuni, rappresenta quel classico esempio di “parco naturale” che a causa dell’antropizzazione selvaggia del territorio, ha ormai ben poco di naturale. Ma quando si ha poco tempo per fare quattro passi, è il posto ideale dove andare.


Nei pressi di Castelnuovo di Porto troviamo il Monte S. Maria (260m) e stando alle carte ci dovrebbe essere un sentiero ad anello che ne fa il giro. Ci dovrebbe essere perché in realtà il giro non sono riuscito a concluderlo. Era tardi ormai e non mi andava di trovarmi nella parte più “selvaggia” al calar del sole. Ma comunque, il giretto non è stato vano. Ho avuto modo di saggiare l’inviltà dilagante di questo paese. Il corso d’acqua, che accompagna gran parte della gita, era nero. Come se non bastasse, sulle sue sponde si trovava tutto il necessario per allestire una cucina. Frigoriferi, lavastoviglie, forni e elettrodomestici vari ornavano il paesaggio a fianco di alberi e fiori. Per far contenti tutti, anche l’ambito automobilistico non era da sottovalutare. Se vi servono gomme qui ne trovate di varie dimensioni e tipologie, per le batterie invece, che ogni tanto sbucavano dal terreno, temo siano ormai scariche ed inutilizzabili. Per chiudere in bellezza il parco di Veio offre anche scarti alimentari con ossa di mucca (presumo date le dimensioni) che vanno ad aggravare ulteriormente la situazione già critica dell’acqua del rigagnolo. Ovviamente è inutile parlare dei grandi e onnipresenti classici del territorio, la busta di plastica e derivati e l’immancabile cumulo di calcinacci.

Le immagini purtroppo si commentano da sole.

Qui, l’anno scorso, durante la mia prima visita trovai un mucchio di pneumatici alto 3 metri. Oggi un pò di cartone, un paio di materassi e una sedia. Facciamo progressi…

Ma il “tour” offre anche altro.

Il cavallino curioso.


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