Aug 26 2011
Quebrada Rurec e premiazione Paolo Consiglio 2011. Maggio 2011.

Questo è il video presentato per la premiazione. Corto, molto corto.. come ci era stato richiesto. Enjoy!
Aug 26 2011

Questo è il video presentato per la premiazione. Corto, molto corto.. come ci era stato richiesto. Enjoy!
Jul 04 2011
Aspettavo questa domenica già da qualche tempo; finalmente avrei rimesso mano sul magnifico e compatto calcare del Gran Sasso. Controllo freneticamente il bollettino meteo e vengo deliziato da un’enorme sfera gialla sull’Abruzzo, perfetto!
Beh, mica tanto…il sole c’era sì, ma c’era anche il vento e le prime ore della giornata sono trascorse al ritmo del battito dei miei denti. Avevo di che coprirmi, ma sui primi tiri della via non mi andava di perdere tempo ad aprire lo zaino, tirare fuori il piumino, risistemarmi l’imbraco e rimettermi lo zaino addosso. Consapevole del fatto che mi sarei scaldato arrampicando e che prima o poi sarebbe arrivato il tanto agognato sole, attendevo.
Ivo Scappatura sotto la seconda spalla.

May 02 2011
Un anno fa, in questo momento ero sul volo Roma-Madrid. La mia destinazione finale il Perù, la città di Huaraz e più in particolare la vicina Quebrada Rurec. Inutile dirvi che si è trattato di un’esperienza di quelle che ti lasciano il segno dentro, una di quelle che continuerò a raccontare anche quando sarò ormai sdentato e costretto a muovermi con un bastone alla mano. Ecco un video che ho realizzato con una selezione di foto fatte durante il mese che ho passato in quel fantastico paese. Enjoy!
Prima parte:
Seconda parte:
Jun 16 2010
Non ce la facevo, dovevo scappare da Roma e dunque via al Gran Sasso. Avevo una scusa lì bella pronta, proprio la settimana in cui si fa il carico stagionale al Rifugio Franchetti; due braccia fanno sempre comodo per sistemare le provviste, preparare le pedane, faticare per due giorni, insomma. Purtroppo però le mie braccia erano flaccide e malaticce a causa del souvenir riportatomi dal mio recente viaggio in Perù: una bella infezione intestinale con i controfiocchi. Parto lo stesso, se mi muovo piano non ho troppa nausea, una mano la riesco a dare lo stesso. Oltre al problema di salute, non appena partito da casa mi si accende la spia dell’abs della macchina…ci mancava solo quello. Arrivo al primo rettilineo, guardo negli specchietti, non arriva nessuno, a quel punto do un bel pestone sul freno. Come temevo le ruote si bloccano. Vabbè, continuo lo stesso, abs rotto non significa che i freni sono rotti, significa soltanto che la mia macchina ha appena fatto un salto indietro nel tempo di dieci anni, che problema c’è? Arrivo sano e salvo, aiuto il primo giorno, di più il secondo e finalmente dopo due giorni passati a lottare tra nausea e fatica decido di concedermi un po’ di relax restando un paio di notti al Franchetti.
May 05 2010
Una carrellata di foto della spedizione in Cordillera Blanca e dei giorni trascorsi a girovagare per il sud del Perù. Enjoy!
Altri link relativi al viaggio in Perù:
- Preparativi Quebrada Rurec 2010
- Quebrada Rurec fotostoria di una spedizione
- Quebrada Rurec e premiazione Paolo Consiglio 2011
Apr 28 2010
Ci siamo, fra 3 giorni si parte. E’ un anno ormai che se ne parla, almeno 7 mesi che siamo in contatto con l’agenzia locale, tutto è pronto, o quasi, devo ancora preparare il bagaglio a mano. La destinazione: il Perù, per l’esattezza la Quebrada Rurec e le sue immense pareti di granito. La Quebrada Rurec è una delle tante valli che solcano la Cordillera Blanca e si trova nel massiccio del Huantsàn. Poco conosciuta dal punto di vista escursionistico, lo è ancora meno sotto l’aspetto alpinistico, nonostante le sue pareti vengano soprannominate “Little Yosemite”, in realtà c’è ben poco di little. Ma torniamo in Italia…
Prima che il vulcano Islandese ci sconvolgesse i piani, l’idea era di spedire i quasi 280kg di materiale via cargo, in modo tale da non avere sorprese in aeroporto. In una spedizione dove tutto è centellinato, il ritardo di un bagaglio o, peggio ancora, la sua scomparsa, possono tragicamente affondare l’intero progetto. Purtroppo madre natura ci ha ricordato chi comanda nel periodo migliore…pazienza. A fronte di compagnie di spedizione che non garantivano gli arrivi nei termini prefissati abbiamo deciso di rischiare e tentare la via del bagaglio in stiva. Questo però ci scombussolava tutti i piani. A seconda delle compagnie e del tipo di biglietto, il volume e il peso trasportabile a persona può variare significativamente. Con Iberia in questo caso abbiamo a disposizione due bagagli a testa da 23kg l’uno, il che però ha implicato dover ridistribuire tutto il carico. E dunque eccoci qui, davanti al Don Clax a San Giovanni Teatino, nei pressi di Chieti, con le nostre cose sparse in giro sul parcheggio.
Luca D’Andrea e Andrea Di Donato alle prese con il materiale alpinistico.

Sep 14 2009
“Andiamo a scalare venerdì”… tutto ebbe inizio così, con la solita frase, le solite parole. Solite? Più o meno, non si trattava di andare in falesia, ma in montagna sul Gran Sasso; e non sulle solite e frequentate spalle del Corno Piccolo, ma in un ambiente più severo, selvaggio e duro, i pilastri dell’Intermesoli. Senza pensarci accetto e dopo qualche giorno eccoci qui, giovedì sera, si cammina lentamente su per la Val Maone. Abbiamo deciso di fare un bivacco sotto la parete in modo tale da scalare freschi e riposati l’indomani. Sotto il terzo pilastro non ci sono piazzole scavate, sembra che nessuno sia mai venuto ad attrezzare qualcosa e dunque dobbiamo pensarci noi. Spostiamo rocce, scaviamo, strappiamo erbacce e in una mezz’oretta ecco qua la nostra “luxury suite” pronta ad ospitarci. Mentre mangiamo, rilassati, la morsa del freddo inizia a farsi sentire. Sopra le nostre teste il cielo non promette nulla di buono e il vento soffia forte; chissà domani…
Saliamo con sopra di noi un cielo che non è dei migliori.
Aug 31 2009
Una buona notizia ogni tanto!!!!
28/08/2009
RIPRISTINATA LA PERCORRIBILITA’ DELLE VIE FERRATE VENTRICINI, DANESI e RICCI nel GRUPPO del GRAN SASSO D’ITALIA
In seguto ai lavori di messa in sicurezza delle vie ferrate, sono state ripristinate le percorribilità dei sentieri denominati VENTRICINI e DANESI al Corno Piccolo e RICCI alla vetta Orientale del Corno Grande nel gruppo del Gran Sasso d’Italia.
Con ordinanza n. 155 del 29/08/2009, il Sindaco di Pietracamela ha infatti modificato la precedente ordinanza n. 131 del 30/07/2009 con la quale ordinava, per motivi di sicurezza, la chiusura di dette le ferrate.
Si precisa che resta chiusa e non percorribile la ferrata BRIZIO.
Club Alpino Italiano – Abruzzo
Il Presidente
Dott. Eugenio Di Marzio
Jun 29 2009
Era da un po’ che volevo andare a dare un’occhiata a quella parete, credo fin dalla prima volta che ne ho sentito parlare. Il Monte Morra, dove tutto ebbe inizio, dove si sono formate generazioni di arrampicatori romani. Mi affascinava la storia di quel posto… purtroppo affascinava solo me a quanto pare perché, ogni volta che chiedevo a qualcuno di andare, venivo inondato da risa e pernacchie.
Roccia non sempre ineccepibile, vegetazione invasiva in parete, sentiero lungo e scomodo, protezioni vetuste e distanti, spine, orchidee, piante rare, zecche, mucche, cavalli e i loro escrementi; tutto questo è il Morra che ho vissuto nelle mie due incursioni. La prima un paio di settimane fa con il mio amico Alberto e un suo amico e da lì, dopo aver fatto la Dado e la Zapparoli, l’idea di tornare per ripeterle da primo…
May 26 2009
Non credevo alle mie orecchie…il mio amico Roberto, arrampicatore solitario, stava insistentemente proponendomi di andare ad inaugurare la stagione al Gran Sasso insieme. Non potevo assolutamente rifiutarmi, un’occasione del genere non capita spesso.
Dopo aver accantonato il terzo pilastro dell’Intermesoli su mia esplicita richiesta, abbiamo deciso di dirigere la nostra attenzione verso nord, in particolare la parete nord del Corno Piccolo. Una via qualsiasi sarebbe andata bene, l’unico punto fermo era la possibilità di calarsi in doppia fino al luogo in cui eravamo partiti. La presenza di ampi nevai ci avrebbe costretti a portare una serie di cose di cui avremmo volentieri fatto a meno. Scarponi, piccozza e ramponi pesano.. e non avremmo potuto portarceli in parete. Anzi, non è che non avremmo potuto, ma l’idea era di divertirci, mica sudare come due muli. Insomma, riuscire a calarsi fino al punto di partenza ci avrebbe evitato l’imbarazzante e impossibile progressione sul nevaio muniti delle sole scarpette d’arrampicata.
Ecco come si presentava la situazione, in rosso in nostro percorso (source Prati di Tivo webcam).
