Archive for the 'Escursionismo' Category

Dec 07 2011

Monte Venere. Dicembre 2011.

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Cosa fare quando si hanno poche ore a disposizione e ci si è stancati del caos cittadino? Un’escursione fotografica ovviamente!  Arruolo dunque il fratellino per fare un sopralluogo sui Monti Cimini e salire sul Monte Venere. In appena un’ora da Roma ci ritroviamo immersi in una magica faggeta secolare.

Funghi funghi e ancora funghi. Per evidenziarli, oltre ad usare un diaframma molto aperto, ho sottoesposto la foto di uno stop per scurire lo sfondo. Per illuminarli invece, ho usato un flash off-camera con softbox posizionato in alto a destra che crea un gradevole effetto controluce sul margine del cappello dei funghi di destra ed evito così di illuminare ulteriormente il cappello del fungo più a sinistra, già molto chiaro di suo e sufficientemente illuminato da luce naturale. 


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Dec 04 2011

Monte Aquila. Nov 2011.

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Sabato 12 e domenica 13 si svolgeva a Fonte Cerreto un corso organizzato dal Servizio Valanghe Italiano – SVI – e dal Club Alpino Italiano, in particolare dal CAI Abruzzo, Sezione di Isola del Gran Sasso e Sottosezione di Pietracamela di cui sono membro. L’incontro in questione, sulla Cartografia digitale e utilizzo del GPS, è il primo di una serie di corsi incentrati sulle tematiche legate alle attività invernali in montagna, in particolar modo lo scialpinismo, che si terranno nei prossimi mesi in varie località abruzzesi.

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Un’escursione sul Monte Aquila non l’avevo mai presa in considerazione. Non che non ne valesse la pena, anzi. Il panorama sul Corno Grande, sulla piana di Campo Imperatore e su Campo Pericoli è spettacolare. Arrivando da Campo Imperatore si impiega davvero poco ad arrivare su in cima; troppo poco forse per giustificare un’uscita con questa cima come unica destinazione. Questa volta però c’era di mezzo un corso e una quantità limitata di tempo e il Monte Aquila rispondeva ai requisiti necessari per il nostro scopo. Solo il clima non è stato clemente; speravamo per i nostri fini in una giornata nebbiosa ma alla fine il sole e il vento hanno fatto da padroni.


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Sep 22 2011

Sentiero del Centenario. Agosto 2011.

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Finalmente! Dopo averla osservata per diversi anni, dopo averne percorso un breve tratto ormai 5-6 anni fa, dopo aver provato – senza successo – a realizzare un concatenamento, posso dire di aver anch’io messo piede sulla cresta percorsa da uno dei sentieri più suggestivi dell’Appennino Abruzzese. Inaugurato nel 1974 dalla Sezione del CAI dell’Aquila per festeggiare il centenario della sua fondazione, questo sentiero ha saputo raggruppare tutte le peculiarità di un’esperienza in montagna. Paesaggi grandiosi, sentieri facili e difficili, tratti attrezzati, esposizione vertiginosa e vasti prati, ambienti lunari e selvaggi, con una magnifica vista sulla popolosa valle teramana. Questo sentiero offre un’esperienza completa della montagna come pochi altri sono in grado di offrire.

Si parte, prima tappa Vado di Corno. In fondo il Brancastello


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Sep 12 2011

Tofana de Rozes e la ferrata Lipella. Agosto 2011.

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E’ inizio agosto e ho appena rifiutato una proposta di quelle in cui è il tuo istinto di sopravvivenza a rispondere al posto tuo. Voltare le spalle alla possibilità di tentare il Cervino è stata dura ma i rischi, rispetto alle mie oggettive capacità, erano troppo elevati. Non mi sentivo pronto per una montagna del genere e ho rinunciato. La voglia di montagna si è dunque acuita in me e così quando Marco mi ha proposto di accompagnarlo su a Bolzano per un colloquio, con annessa incursione lampo in Dolomiti, non ho saputo resistere.

Dopo due giorni eccoci dunque dalle parti di Cortina alla ricerca disperata di una vetta da salire. Disperata perché purtroppo il tempo, dopo una settimana di sereno, decide di voltare pagina proprio durante gli unici due giorni che avevamo a disposizione! E’ martedì e per l’indomani è previsto l’arrivo di una perturbazione a carattere temporalesco nel pomeriggio e il giovedì schifo totale con pioggia sin dal mattino. Ci restava a disposizione solo mezza giornata.

Spulciamo attentamente la cartina e dopo varie ricerche decidiamo di salire la Tofana de Rozes passando per la ferrata Lipella, che ne taglia l’intera parete nord. Dovremmo fare in tempo ad evitare il cattivo tempo e tenerci un piccolo margine di sicurezza se si parte molto presto. “Mettiamo la sveglia alle 4h30?” Marco mi guarda e dopo un attimo di silenzio “uhm…va bene”. Non sembra tanto convinto e mi odierà, ma preferisco svegliarmi un’ora prima piuttosto che rischiare di trovarmi in mezzo al temporale appeso come un salame ad una via ferrata!

Subito fermi a causa di problemi tecnici. Scarpe nuove e calzini d’annata sono un pessimo connubio se si vogliono evitare le vesciche.


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Aug 26 2011

Traversata dalla diga del lago di Provvidenza ai Prati di Tivo. Luglio 2011

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Ci sono volte in cui uno non dovrebbe andare in montagna ma ci va lo stesso, consapevole di dover affrontare situazioni che possono richiedere di usare a fondo la propria esperienza e il proprio materiale. Questo fine settimana era semplicemente uno di quelli. Consultando i vari bollettini meteo si passava dal più ottimistico “nuvolosità con brevi rovesci” al più catastrofico “temporale”. Solo un pazzo si sarebbe avventurato in una zona a lui semi-sconosciuta con simile premesse. Ma possiamo parlare veramente di pazzia?

Nelle mie incursioni in terra anglosassone, ho notato una sostanziale differenza tra il nostro e il loro modo di fare attività in montagna. Qui da noi, dove di bel tempo ne abbiamo a profusione, tendiamo ad evitare come la peste l’acqua e le condizioni meteorologiche avverse in generale. Gli Anglosassoni invece non si tirano indietro davanti a nulla, semplicemente vanno. E così rimasi decisamente sorpreso quella volta sullo Snowdon, nel vedere decine e decine di escursionisti salire lungo i sentieri sotto la pioggia battente; oppure in Scozia, falesisti DOC pronti ad affrontare le pareti quando qui da noi ci troveremmo probabilmente con un plaid sulle gambe sorseggiando un tè davanti al camino. Probabilmente questo fine settimana volevo sentirmi un po’ anglosassone…


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May 18 2011

Monte di Mezzo. Aprile 2011.

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La sveglia suona, non è prestissimo, ma faccio fatica ugualmente a rotolare fuori dal letto. Le giornate in montagna ti stancano; sarà l’aria? Il totale senso di relax? Non lo so, ma il risultato è sempre lo stesso: una stanchezza che ti schiaccia come un macigno, come se fossimo costantemente immersi in una vasca di acqua calda a sorseggiare genepì.


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May 02 2011

Quebrada Rurec fotostoria di una spedizione. Mag 2011.

Un anno fa, in questo momento ero sul volo Roma-Madrid. La mia destinazione finale il Perù, la città di Huaraz e più in particolare la vicina Quebrada Rurec. Inutile dirvi che si è trattato di un’esperienza di quelle che ti lasciano il segno dentro, una di quelle che continuerò a raccontare anche quando sarò ormai sdentato e costretto a muovermi con un bastone alla mano. Ecco un video che ho realizzato con una selezione di foto fatte durante il mese che ho passato in quel fantastico paese. Enjoy!

Prima parte:

Seconda parte:

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Feb 09 2011

Mt Matthews. 11/2010

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Dopo un primo periodo di recupero delle forze e di buon vecchio turismo mi metto all’opera per dare sfogo alla mia voglia di montagna.

In realtà, nella zona di Wellington scopro subito che la situazione non è delle più entusiasmanti. Le montagne non sono particolarmente alte e siamo ben lontani dall’avere i nostri classici magnifici ambienti alpini. Il Rimutaka Range è la catena montuosa più vicina e dalla finestra della stanza ho un ottimo scorcio sulla sua lunga cresta, orientata su un asse nord-sud, che si inoltra nell’entroterra per più di 70 chilometri. Faccio un po’ di ricerca e scopro che la sua vetta più alta è il Mt. Matthews. Decido immediatamente che sarà la mia prima vetta in Nuova Zelanda!

Compro la cartina della zona e inizio a pianificare la mia escursione. Non nego di essere rimasto un po’ deluso dalla quota, appena 941 m., ma come quest’esperienza mi insegnerà, non esiste solo il dislivello verticale. Cado nella trappola e presto poca attenzione alla scala (grave errore!). In questo paese dove il “tramping” (l’equivalente del nostro “trekking”) è quasi uno sport nazionale, la scala più piccola delle carte topografiche è di 1/50.000!

Morale della favola non prendo bene le misure e rimango sorpreso leggendo nelle recensioni che si tratta di un’escursione di circa dieci ore. Sono così preso dall’idea di camminare che tutti questi “dettagli” passano in secondo piano e continuo sulla mia strada organizzando la salita. Ad ogni modo, dieci ore o quattro, mi piace sempre partire molto presto al mattino e dunque non fa molta differenza la durata della gita finché riesco a farla in giornata. La gamba spero ci sia ancora, cos’altro? Nulla, non ci sono problemi, basta aspettare una giornata di bel tempo.

Il bel tempo qui a Wellington, soprattutto in questo periodo si fa desiderare parecchio. Se la mattina piove, è probabile che alle 11:00 ci sia un sole che spacca le pietre e alle 12:00 un vento gelido, per poi ricominciare con un altro ciclo di cambiamenti pomeridiani. Passano i giorni e non sono ancora andato da nessuna parte. Così, spulciando qua e là su internet, scopro un club di escursionismo e vengo a sapere che stanno organizzando una gita proprio sul Mt. Matthews per il fine settimana in arrivo. Li chiamo…non li chiamo…li chiamo…non li chiamo e, alla fine, mi ritrovo a partecipare a un loro incontro settimanale dove conosco Murray, l’organizzatore di questa escursione. Vado via un’ora dopo con un numero di telefono e un appuntamento, domenica alle 7:00 davanti alla stazione centrale.

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Sep 15 2010

Horn Quartett al Rifugio Franchetti. Ago 2010.

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Il primo agosto si è svolto un singolare evento sulle montagne Abruzzesi. Per celebrare i 50 anni del Rifugio Carlo Franchetti e per promuovere l’associazione “L’Aquila per la vita”, alcuni coraggiosi musicisti dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese sono saliti fino ai 2433m del rifugio per suonare la loro musica. E’ la prima volta che un evento del genere si fa da queste parti e a giudicare dal successone di questa “prima” restiamo in attesa delle repliche!!

A voi il video della giornata.

 

 


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Jul 29 2010

Via normale al Corno Piccolo. Lug 2010.

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Sto iniziando a perdere il conto delle volte che ho ripetuto quel divertente sentiero. La prima volta, con Chiara, fummo cacciati da quell’orrido salto, il primo, alto, senza fine, avevamo poca esperienza. Questa volta mi diverto nel vedere un gruppo di ragazzi tornare indietro dopo aver sbattuto il muso contro il nostro stesso ostacolo di allora. E’ incredibile come tutto cambi con gli occhi dell’esperienza, della conoscenza, si vedono le cose in maniera totalmente diverse; siano queste galassie, libri di storia o semplici pietre. I miei provati compagni di avventura iniziano a guardarmi con sospetto, ma dove ci stai portando? Ma è pericoloso? Perché quei ragazzi sono tornati indietro? Sorrido e rispondo di non preoccuparsi, se non se la sentono torniamo indietro e facciamo altro. Poco dopo, senza che questo abbia rappresentato alcun problema, il salto scompare alle nostre spalle dietro enormi blocchi monolitici. Questo versante del Corno Piccolo è stupendo, cambia tutto, si entra nella montagna, non si vedono abitazioni in lontananza solo il silenzio dei monti. Si entra in un universo selvaggio e le lunghe discese scoscese lungo il sentiero ci riportano con i piedi per terra, ci strappano da quella bolla di invincibilità che ci siamo creati nel nostro vivere quotidiano. Qui una caduta può essere fatale e lo si sente quando si cammina, si fa attenzione, ci si sente vulnerabili. Tutto questo rende la mia camminata nervosa, non mi sento completamente tranquillo. I miei amici non sono assidui frequentatori della montagna, devono ancora imparare a muoversi per sassi e pietraie e questo si vede nel loro lento avanzare. Il tempo invece non aspetta ed è quella la mia prima preoccupazione, hanno previsto brutto tempo nel pomeriggio e noi procediamo troppo lentamente. La mia seconda preoccupazione è quella di vedere cadere qualcuno. Non faccio altro che pensare che forse per una prima volta era meglio evitare sentieri così esposti ma allo stesso tempo mi sento sicuro del fatto che quel sentiero piacerà loro. Infatti, il mescolarsi di tratti di facile arrampicata alla marcia avrebbe alleggerito notevolmente la salita e reso più divertente e interessante il tutto. E infatti così è stato! Nessuno è caduto di sotto e se si esclude l’infido tratto di salita del Vallone dei Ginepri, nessuno ha faticato in maniera eccessiva. In attesa della prossima gita ecco il foto-video della giornata!


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