Archive for January, 2009

Jan 24 2009

Sabato? Piove…

Published by G-Prodz under Arrampicata,Photography

Mi avvio, con una gran tristezza in corpo, verso questo sabato piovoso. Che fare? Restare a casa? Non se ne parla. Centro commerciale? Voi siete pazzi. Ovviamente rischiare un viaggio a vuoto a Grotti mi sembra la soluzione migliore e cosi facciamo. E siamo fortunati, perche come al solito Grotti ci grazia e ci regala qualche bella via asciutta.  Solo nella tardi mattinata ricomincia a piovere e per me significa la fine della pacchia. Le uniche vie a disposizione sono caratterizzate da durissimi strapiombi che in poco tempo portano via sia le mie forze che la mia autostima arrampicatoria… Per fortuna la compagnia è buona e la mia fotocamera fa il resto per far volare il tempo fino alla nostra partenza.

Cesare Giuliani su “Cazzo di Pietra”  7C+ settore Iniziazione.

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Jan 23 2009

Mostra fotografica al ristorante TEN.

Published by G-Prodz under Photography

Durante tutto il mese di febbraio 15 mie foto saranno esposte al TEN, un ristorante in zona Rignano Flaminio il cui propietario è un grande appassionato di arte e fotografia.
Se venite a dare un’occhiata mi fa piacere.

Per maggiori informazioni sul posto e gli orari di apertura: http://www.tenristorante.it


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Jan 05 2009

La democrazia all’occidentale.

Published by G-Prodz under Politica

Cos’è la democrazia? Immediatamente pensiamo alle radici etimologiche greche del termine: démos il popolo e cràtos l’autorità. L’autorità del popolo, il popolo che sceglie da chi essere governato. Tante, nel corso della storia, sono state le interpretazioni di questa pesante parola. Tutte, però, hanno sempre avuto come filo conduttore il fatto di cercare in qualche modo di attribuire al popolo la capacità di scegliere chi deve governare lo stato. Come la storia ci insegna, il popolo non sempre attua scelte sagge e spesso si è finito con il fare scelte infelici.

Nel 2006 nella striscia di Gaza, il popolo portato alla disperazione ha probabilmente commesso lo sbaglio di votare per un gruppo molto radicale e non troppo simpatico al mondo occidentale. Fatto sta che Hamas è stato democraticamente eletto dal popolo Palestinese con libere elezioni politiche come succede in quasi tutti i Paesi del mondo. All’Occidente questa elezione democratica non è piaciuta del tutto e alcuni Paesi,  gli Stati Uniti in primis, hanno chiuso ogni rapporto non appena il risultato delle elezioni è stato ufficializzato. Sono scoppiati disordini e ovviamente abbiamo dovuto assistere alle immancabili incursioni israeliane in territorio Palestinese, poi la guerra con il Libano e adesso di nuovo disordini nella striscia di Gaza. Tutto questo perché? Perché ad Israele non sta bene che sia stata eletta democraticamente Hamas, un’entità politica che non riconosce lo stato ebraico. Dopo qualche mese di tregua autoimposta da Hamas stessa, il governo palestinese ha deciso di dettare un po’ le regole, in vista delle prossime elezioni, lanciando razzi nel sud di Israele. Come rappresaglia Israele bombarda per 7 giorni Gaza, per poi iniziare un’invasione via terra. Come dovrebbero sapere anche i governanti dei nostri cari Paesi, l’uso della forza armata è disciplinata dalle Nazioni Unite che ha sancito il divieto dell’uso e della minaccia della forza nelle relazioni internazionali. Questo divieto si è trasformato in un principio generale, obbligatorio anche nei confronti di Stati estranei alle Nazioni Unite. Unica eccezione a questo principio è il caso della legittima difesa che però deve rispettare i principi di immediatezza e proporzionalità. Ora, l’immediatezza è presente, ma la proporzionalità dov’è? Razzi e pietre a casa mia non equivalgono a caccia bombardieri F-16, carri armati e truppe di élite iperaddestrate e armate con gli ultimi ritrovati tecnici dell’esercito statunitense. A casa mia questo equivale a organizzare una corsa tra uno zoppo e Carl Lewis. E cosa fa il mondo occidentale? Nulla. Perde tempo chiedendo un cessate il fuoco che verrà accordato solo quando Israele avrà terminato la sua pulizia etnica contro i capi di Hamas. In fondo, la democrazia della striscia di Gaza anche a noi non piaceva, non era la nostra democrazia.

Questa famosa immagine di qualche anno fa è molto eloquente per quel che riguarda il principio di Sproporzionalità che ha sempre caratterizzato il conflitto mediorientale.

Come se non bastasse, le autorità Israeliane, in contrasto con la Corte Costituzionale del loro stesso Paese, impediscono ai giornalisti di entrare a Gaza per documentare la carneficina. I media vengono bloccati nell’esercizio del loro diritto ad informare e viene negato anche il nostro diritto ad essere informati. Alle orecchie di chi conosce un po’ la storia di quelle zone, tutto questo suona come un disco rotto. Come in numerose altre occasioni, Israele ritarda l’informazione in modo che ci arrivi in differita.  L’informazione è un bene deperibile e ritardarne la diffusione anche per un breve periodo può privarla di valore ed interesse. Le immagini viste in questa settimana ritraevano solo i territori israeliani e la Cisgiordania, da Gaza nulla, non è una buona pubblicità far vedere al mondo bambini dilaniati dalle esplosioni. Al momento ne sono morti più di 80. Bombardando le zone centrali di Gaza city, cosa ci si poteva aspettare?




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