Feb
27
2011
Cinquantadue ore di volo, quattordici ore in mare e oltre 10.000 km in auto, è questo il bilancio di quasi quattro mesi di viaggio che mi hanno portato ad esplorare a fondo questo remoto paese del Sud Pacifico. Un paese selvaggio, affascinante, dalla dimensione umana, un paese dalla vita tranquilla e rilassata, un paese “naturale”, un paese in lotta per la sua sopravvivenza sulla scenario globale.
Questi sono solo una piccola parte degli oltre 6000 scatti fatti durante questo viaggio. Una piccola selezione di fotografie che spero possa farvi conoscere ed apprezzare, quanto l’ho apprezzato io, questo piccolo pezzo di mondo così lontano da noi.
Enjoy!
Feb
17
2011
Questa domenica, alle porte di Roma, si è svolto uno dei tanti corsi di fotografia organizzati dal mio amico Luca Cavallari. In un contesto suggestivo e dalle mille possibilità fotografiche, i corsisti hanno avuto modo di sbizzarrirsi con le loro fotocamere immortalando una gran varietà di rapaci e animali da fattoria.
Purtroppo ero impegnato a dare una mano a Luca e non sono riuscito a dedicarmi totalmente alle foto, ma qualcosa è comunque venuto fuori. In attesa di incontrarvi durante i prossimi corsi vi lascio in compagnia di qualche scatto.
Gheppio comune (Falco tinnunculus, Linnaeus 1758)

Continue Reading »
Feb
09
2011
Dopo un primo periodo di recupero delle forze e di buon vecchio turismo mi metto all’opera per dare sfogo alla mia voglia di montagna.
In realtà, nella zona di Wellington scopro subito che la situazione non è delle più entusiasmanti. Le montagne non sono particolarmente alte e siamo ben lontani dall’avere i nostri classici magnifici ambienti alpini. Il Rimutaka Range è la catena montuosa più vicina e dalla finestra della stanza ho un ottimo scorcio sulla sua lunga cresta, orientata su un asse nord-sud, che si inoltra nell’entroterra per più di 70 chilometri. Faccio un po’ di ricerca e scopro che la sua vetta più alta è il Mt. Matthews. Decido immediatamente che sarà la mia prima vetta in Nuova Zelanda!
Compro la cartina della zona e inizio a pianificare la mia escursione. Non nego di essere rimasto un po’ deluso dalla quota, appena 941 m., ma come quest’esperienza mi insegnerà, non esiste solo il dislivello verticale. Cado nella trappola e presto poca attenzione alla scala (grave errore!). In questo paese dove il “tramping” (l’equivalente del nostro “trekking”) è quasi uno sport nazionale, la scala più piccola delle carte topografiche è di 1/50.000!
Morale della favola non prendo bene le misure e rimango sorpreso leggendo nelle recensioni che si tratta di un’escursione di circa dieci ore. Sono così preso dall’idea di camminare che tutti questi “dettagli” passano in secondo piano e continuo sulla mia strada organizzando la salita. Ad ogni modo, dieci ore o quattro, mi piace sempre partire molto presto al mattino e dunque non fa molta differenza la durata della gita finché riesco a farla in giornata. La gamba spero ci sia ancora, cos’altro? Nulla, non ci sono problemi, basta aspettare una giornata di bel tempo.
Il bel tempo qui a Wellington, soprattutto in questo periodo si fa desiderare parecchio. Se la mattina piove, è probabile che alle 11:00 ci sia un sole che spacca le pietre e alle 12:00 un vento gelido, per poi ricominciare con un altro ciclo di cambiamenti pomeridiani. Passano i giorni e non sono ancora andato da nessuna parte. Così, spulciando qua e là su internet, scopro un club di escursionismo e vengo a sapere che stanno organizzando una gita proprio sul Mt. Matthews per il fine settimana in arrivo. Li chiamo…non li chiamo…li chiamo…non li chiamo e, alla fine, mi ritrovo a partecipare a un loro incontro settimanale dove conosco Murray, l’organizzatore di questa escursione. Vado via un’ora dopo con un numero di telefono e un appuntamento, domenica alle 7:00 davanti alla stazione centrale.

Continue Reading »
Feb
02
2011
Macchine da sballo e famose montagne, ancora una volta un connubio che avrebbe calamitato il sottoscritto senza dargli alcuna chance di tirarsi indietro. E così è stato infatti. Non c’era verso che mi lasciassi sfuggire il raduno nazionale Lotus soprattutto considerando il fatto che si sarebbe svolto sulla famosissima SS38 che porta al Passo dello Stelvio, la stessa strada usata dagli ingegneri Lotus per testare l’impianto frenante di uno dei loro modelli più riusciti, la Lotus Elise. Una strada affascinante e decisamente estenuante i freni della mia povera 107.
Ecco a voi un po’ di foto delle due giornate in Valtellina.
Roberto alla guida della sua Lotus Elise rigorosamente rossa.

Continue Reading »