Aug 26 2011
Traversata dalla diga del lago di Provvidenza ai Prati di Tivo. Luglio 2011
Ci sono volte in cui uno non dovrebbe andare in montagna ma ci va lo stesso, consapevole di dover affrontare situazioni che possono richiedere di usare a fondo la propria esperienza e il proprio materiale. Questo fine settimana era semplicemente uno di quelli. Consultando i vari bollettini meteo si passava dal più ottimistico “nuvolosità con brevi rovesci” al più catastrofico “temporale”. Solo un pazzo si sarebbe avventurato in una zona a lui semi-sconosciuta con simile premesse. Ma possiamo parlare veramente di pazzia?
Nelle mie incursioni in terra anglosassone, ho notato una sostanziale differenza tra il nostro e il loro modo di fare attività in montagna. Qui da noi, dove di bel tempo ne abbiamo a profusione, tendiamo ad evitare come la peste l’acqua e le condizioni meteorologiche avverse in generale. Gli Anglosassoni invece non si tirano indietro davanti a nulla, semplicemente vanno. E così rimasi decisamente sorpreso quella volta sullo Snowdon, nel vedere decine e decine di escursionisti salire lungo i sentieri sotto la pioggia battente; oppure in Scozia, falesisti DOC pronti ad affrontare le pareti quando qui da noi ci troveremmo probabilmente con un plaid sulle gambe sorseggiando un tè davanti al camino. Probabilmente questo fine settimana volevo sentirmi un po’ anglosassone…


